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SCARICARE ADRENALINA IN ECCESSO

Posted on Author Yoramar Posted in Ufficio


    Modi per scaricare l'adrenalina, tenere lontano lo stress e ritrovare il nostro benessere. Come Controllare una Scarica di Adrenalina. Una scarica di adrenalina si verifica quando le ghiandole surrenali pompano nell'organismo una dose eccessiva. Oggi vi proponiamo di interessanti dati sull'adrenalina, questa sostanza polivalente e Eccesso di adrenalina e le conseguenze. Le cinque. L' adrenalina viene prodotta dopo che la tirosina, un amminoacido trasformato in dopamina, diventa noradrenalina e poi adrenalina, trasportata da vescicole.

    Nome: adrenalina in eccesso
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    Quando davanti a noi compare un rischio, quando proviamo paura, una emozione intensa o ansia, i nervi collegati alle ghiandole surrenali stimolano la secrezione di adrenalina per rilasciarla nel flusso sanguigno. In questi casi la sua presenza nel nostro corpo non si limita a 3 o 5 minuti.

    Praticare certi tipi di sport o condividere bei momenti con i nostri cari sono metodi eccezionali per favorire il rilascio di adrenalina. Questo significa troppa adrenalina nel sangue. Per finire, la chiave del benessere consiste soprattutto nel mantenere in equilibrio delicato e perfetto questo ormone.

    Il mio cliente mi ha già mandato due sms per sincerarsi che stessi bene. E poi… che dire della paura che mi assale ora al più piccolo dolore che sento alle costole, alle scapole, o da quelle parti?

    L’ansia: un mostro che si alimenta della nostra adrenalina

    Mi sento presuntuoso ad affermarlo. La verità è che non lo so. Ho avuto il temuto crollo. Un periodo emotivamente alquanto impegnativo, tanto che mi sono meravigliato di me stesso per come sono riuscito ad affrontare e a gestire tutte queste situazioni provanti. Un periodo, per di più, in cui ho cominciato a diminuire progressivamente la dose di ansiolitico. Ho dormito molto poco e al mio sistema nervoso parasimpatico la cosa non è andata a genio. Alla fine il mio corpo non ha retto.

    Di notte, nel letto, mentre ero nel limbo tra la veglia e il sonno, in procinto di addormentarmi alla fine di una serata troppo lunga, mi sono destato di soprassalto. Per la seconda volta ho sperimentato la tachicardia , per la prima volta la sensazione di soffocamento. Stranamente non mi importava granché del malessere, in quel momento: ero talmente stremato che non desideravo altro che addormentarmi.

    Ci avrei pensato la mattina successiva. O un episodio isolato?

    Che cos’è l’adrenalina?

    Non saprei. La paura di dover ricominciare daccapo con gli ansiolitici. La paura della paura…. Per il momento non ho intenzione di far nulla.

    Spero sia uno sfogo passeggero. E non sarà piacevole. Siamo cioè al di là del consueto manifestarsi di un sintomo ricorrente o di un sintomo acuto.

    La risposta al trauma e allo stress: il corpo e le vibrazioni

    La crisi è qualcosa che non hai mai sperimentato prima e che ti spaventa per la veemenza con cui colpisce il tuo corpo. La crisi ti manda al pronto soccorso, se sei impressionabile. E io sono molto impressionabile, quando si tratta della salute. Pensavo che sarei potuto svenire.

    Ma anche che sarei potuto morire: per quanto ne sapevo poteva trattarsi di un infarto, un collasso o qualcosa del genere.

    Credetti a uno sbalzo di pressione. Fui spinto ad andare dalla guardia medica.

    Sapevo che sarebbe stato inutile, ma ci andai lo stesso. Avrei dovuto fare una premessa impossibile. Dal punto di vista della pressione, purtroppo, no. Questo fu un dramma. Appena lo sfigmomanometro si avvicinava al mio braccio, il mio apparato cardiocircolatorio andava in tilt alterando la misura. Che fare? Il problema si risolse con la peggiore delle soluzioni. Esiste un esame che si effettua proprio nei casi come il mio, mi disse il medico.

    Ad esempio abbiamo visto che a livello dei bronchioli l'adrenalina induce una dilatazione, mentre espleta un effetto costrittivo sulla muscolatura liscia arteriolare. L'adrenalina aumenta la glicogenolisi e la gluconeogenesi epatica e muscolare, stimolando anche la lipolisi. Facilita quindi il rilascio di glucosio ed acidi grassi, substrati energetici primari per soddisfare le richieste energetiche dell'organismo aumento della glicemia e degli acidi grassi liberi ; come tale sostiene l'attività metabolica dell'organismo.

    Allo stesso tempo si ha un'attività inibitoria di alcuni processi "non-essenziali": ad esempio, inibizione della secrezione e dell'attività motoria gastrointestinale, e dell'eccitamento sessuale. La noradrenalina, invece, ha un'attività più specifica a livello circolatorio: aumenta la gittata cardiaca , aumenta le resistenze periferiche totali, quindi la pressione arteriosa, ed aumenta il flusso coronarico.

    Come mostrato in figura, gli stimoli necessari a produrre rialzi consistenti dei livelli di noradrenalina nel sangue, hanno un'intensità ed un potere stressogeno assai superiore rispetto a quelli che innalzano l'adrenalina.

    Com'è intuibile dal suo nome, tale reazione La noradrenalina, o norepinefrina che dir si voglia, è un ormone sintetizzato nella porzione interna midollare del surrene, nonché un neurotrasmettitore prodotto dal sistema nervoso centrale e periferico.

    La maggior parte della noradrenalina circolante proviene proprio dalle terminazioni Tutti i distretti circolatori Spieghiamo in parole semplici i sintomi dello shock anafilattico, come riconoscerli e cosa fare per salvare la vita a chi ne viene colpito.

    Non solo, perché anche mestruazioni emorragiche o ravvicinate tra loro sono legate ad una condizione di vita familiare o professionale stressante.

    Questo avviene perché i nostri tre sistemi vitali principali nervoso, ormonale e immunitario sono strettamente legati tra loro. A seconda degli stimoli positivi o negativi ricevuti dal cervello, si innescano a catena reazioni legate anche alla produzione ormonale o alle difese immunitarie. Per tornare alla normalità occorrono in media dai tre ai sei mesi di tempo, fermo restando la ripresa di una vita regolare, con ritmi sonno-veglia corretti, sana alimentazione e la massima serenità possibile a livello psicologico.

    Gli effetti di un grande trauma vissuto in prima persona possono essere devastanti. Mi riferisco ad eventi traumatici di forte impatto emotivo come la morte violenta di un familiare, un attentato alla propria vita, gravi lesioni, guerra, incidenti, rapimenti o malattie gravi vissute sulla propria pelle. Molto spesso inoltre la persona ha la sensazione impellente che quel trauma si stia ripresentando e vive quindi in una situazione di allerta e senso di pericolo costante.

    Per questo è sempre necessario un monitoraggio attento della situazione e soprattutto non esitare a ricorrere ad uno specialista per mantenere il controllo e cercare di ristabilire una situazione quanto più possibile vicina alla normalità. Questo accade perché la persona stressata tende a vivere, e quindi a mangiare, in modo poco regolare, disordinato e vorace, saltando i pasti e cercando poi di compensare con grandi quantità di dolci o cibo spazzatura per un momentaneo appagamento.

    Sembrerebbe banalmente solo un impulso e invece si tratta di un meccanismo articolato, in tre componenti principali: evolutiva, fisiologica e comportamentale.

    E non a caso, la caratteristica principale degli alimenti sicuramente non velenosi e dannosi presenti in natura è il gusto dolce. Dalla nostra fisiologia arrivano altre spinte a mangiare, in particolare carboidrati e dolci.

    In condizioni di stress, il cervello ha bisogno di lavorare più rapidamente, e siccome il carburante principale del cervello sono gli zuccheri, iniziamo a percepire un irrefrenabile desiderio di dolci. Purtroppo si tratta del cibo peggiore perché non garantisce una stabilità glicemica e si innesca un circolo vizioso, per cui siamo portati a desiderare di nuovo il dolce nel giro di poco tempo.

    Non solo.


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