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SCARICA POSTINO NERUDA ANTONIO SKARMETA LIBRO

Posted on Author Yozshusar Posted in Ufficio


    Il postino di neruda - Antonio Skàrmeta, Appunti di Italiano Scarica il documento È un libro delizioso, pubblicato nel , tradotto in. Il postino di Neruda è un libro di Antonio Skármeta pubblicato da Einaudi nella collana Super ET: acquista su IBS a €!. Acquista il libro Il postino di Neruda di Antonio Skarmeta in offerta; lo trovi online a prezzi scontati su La Feltrinelli. Questo articolo:Il postino di Neruda da Antonio Skármeta Copertina flessibile EUR 8, Scopri Kindle, oppure scarica l'applicazione di lettura Kindle GRATUITA.

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    Ricerca nel più grande archivio digitale europeo del cinema mondiale, con più di Il nuovo servizio di Cinematografo. In un'isola del sud d'Italia, nel , il poeta cileno in esilio Pablo Neruda, si rifugia con la giovane e appassionata consorte Matilde. Al disoccupato Mario, figlio di un pescatore con scarsa vocazione per il mare, non par vero di accettare l'incarico di postino ausiliario dal locale capoufficio, Giorgio, comunista militante. Deve solo consegnare la nutrita corrispondenza del poeta, di cui inizia a leggere il "Canto general", e col quale a poco a poco, chiedendogli delucidazioni sulla sua "ars poetica", instaura un rapporto di amicizia.

    Il poeta riceve per il suo compleanno un messaggio registrato dal Cile e fa incidere sul dittafono un saluto per i suoi amici a Mario che come cosa più bella dell'isola cita Beatrice Russo, la giovane barista di cui si è invaghito e che riesce a conquistare con le "metafore" apprese dal poeta, che ha addirittura accompagnato il giovane all'osteria, dedicandogli pubblicamente una poesia.

    Beatrice, affascinata, nonostante il divieto della zia di rivederlo, si concede a Mario e alle nozze riparatrici Neruda fa da testimone, nonostante le perplessità del curato.

    E allora ha detto una cosa del mio riso. Ha detto che il mio riso era una Ha detto che il mio riso era un'onda d'argento repentina. La donna si inumid le labbra con la lingua tremula. E allora che avete fatto?. Sono rimasta zitta. E lui?. Cosa mi ha detto?. No, tesoro! Cosa ti ha fatto! Perch il tuo postino oltre alla bocca avr anche due mani. Non mi ha mai toccata. Ha detto che era felice di restare disteso accanto a una giovane pura, come sulla riva di un bianco oceano.

    Io sono rimasta zitta, a pensare. Mi ha detto che gli piacevo quando tacevo, perch ero come assente. Io l'ho guardato. Anche lui mi guardava. E poi ha smesso di guardarmi negli occhi ed stato un bel pezzo a guardarmi i capelli, senza dire niente, come se stesse pensando.

    E allora mi ha detto "non mi basta il tempo per celebrare i tuoi capelli, uno per uno devo contarli e celebrarli". La madre si alz in piedi e incroci le palme delle mani davanti al petto, orizzontali come le lame di una ghigliottina.

    Figlia mia, non dirmi altro. Siamo di fronte a un caso molto pericoloso. Tutti gli uomini che cominciano toccando con le parole, poi arrivano pi lontano con le mani. Che cos'hanno di male le parole?

    Non c' peggior droga del bla-bla. Fa s che una barista di paese si senta una principessa veneziana. E poi, quando viene il momento della verit e torni con i piedi per terra, ti rendi conto che le parole sono un assegno a vuoto. Preferisco mille volte che un ubriaco ti tocchi il culo al bar, ma non che ti dicano che un tuo sorriso vola pi alto di una farfalla!. Si espande come una farfalla! Che voli o si espanda, fa lo stesso!

    E sai perch? Perch dietro le parole non c' niente. Sono fuochi d'artificio che si disfano nell'aria. Le parole che mi ha detto Mario non si sono disfatte nell'aria.

    Le so a Me ne sono accorta. Domani fai la valigia e vai per qualche giorno da tua zia a Santiago. Non voglio. La tua opinione non conta. La cosa grave. Cosa c' di male se un ragazzo ti parla?

    Succede a tutte!. La madre si annod lo scialle. Primo, si vede lontano un miglio che le cose che ti dice le ha copiate da Neruda. Beatriz inclin il collo e fiss la parete come se fosse l'orizzonte. No, mamma! Mi guardava, e le parole gli uscivano di bocca come uccellini. Come uccellini dalla bocca. Stasera stessa fai la valigia e parti per Santiago!

    Sai come si dice quando uno ripete le cose che ha inventato un altro e lo nasconde? E il tuo Mario potrebbe andare in galera per averti detto le sue Telefono io al poeta, per dirgli che il postino gli ruba i versi. Cosa crede, signora, che don Pablo si preoccupi di simili cose? La donna si pass il pollice sul naso, come i pugili professionisti.

    Ma ti sei vista?. Afferr la ragazza per un orecchio e la trascin verso di s, finch i loro nasi non furono vicinissimi. Sei umida come una pianta. Hai una febbre, figlia mia, che si cura solo con due medicine, le sberle o i viaggi. Lasci il lobo della ragazza, trasse la valigia di sotto il letto e l'apr sulla coperta.

    Fai la valigia!. Non ci penso neanche! Resto qui!.

    Tesoro, i fiumi trascinano pietre, e le parole gravidanze. La valigia!. So badare a me stessa. Cosa vuoi sapere tu! Cos come ti vedo, basterebbe sfiorarti con un'unghia. E ricordati che io leggevo Neruda molto prima di te.

    Vuoi che non lo sappia che quando gli uomini si scaldano gli diventa poetico anche il fegato?. Neruda una persona seria. Sar presidente!. Quando si tratta di andare a letto non c' nessuna differenza tra un presidente, un prete o un poeta comunista. Sai chi ha scritto "amo l'amore Lasciano una promessa, non tornano mai pi"?. Sicuro, Neruda! Ti fa tanta impressione?.

    Io non farei tanto scandalo per un bacio!.

    IL POSTINO DI NERUDA SUPERPOCKET

    Per il bacio no, ma il bacio la scintilla che scatena l'incendio. Ed eccoti un altro verso di Neruda: "Amo l'amore che si divide tra baci, letto e pane". Insomma, tesoro, per dire le cose come stanno, colazione a letto. E poi il tuo postino ti reciter l'immortale poesia nerudiana che ho trascritto nel mio album, proprio quando avevo la sua et, signorina: "Io non lo amo, amata, perch nulla ci leghi, perch non ci unisca nulla".

    Questa non l'ho capita. La madre accenn con le mani a un immaginario gonfiore che cominciava sopra l'ombelico, raggiungeva lo zenit all'altezza del ventre e declinava all'attaccatura delle cosce.

    Accompagn quel fluido movimento sincopando il verso in ciascuna delle sillabe: Io non lo a - mo a - ma - ta per - ch nul - la ci le - ghi per - che non ci u - ni - sca nul - la. Perplessa, la ragazza fin di seguire il turgescente movimento delle dita di sua madre e, ispirata dal segno di vedovanza attorno all'anulare, domand con voce di uccellino: L'anello?. La donna aveva giurato di non piangere mai pi in vita sua dopo la morte del legittimo consorte, nonch padre di Beatriz, finch non ci fosse un altro defunto altrettanto amato in famiglia.

    Ma questa volta almeno una lacrima lott per sgorgare dalla cornea. S, tesoro. Fai la tua valigia tranquilla, su. La ragazza morse il cuscino e poi, mostrando che quei denti, oltre a sedurre, potevano sfilacciare tanto la tela quanto la carne, vocifer: ridicolo!

    Perch un uomo mi dice che il sorriso mi aleggia in volto come una farfalla, devo andare a Santiago!. Non fare l'ingenua! Adesso il tuo sorriso una farfalla, ma domani le tue tette saranno due colombe che vogliono essere cullate, i tuoi capezzoli due succosi lamponi, la tua lingua il tiepido tappeto degli di, il tuo culo la velatura di una nave, e la cosa che adesso ti fuma tra le gambe sar il forno di giaietto dove si forgia l'eretto metallo della razza!

    Buona notte!. Per una settimana Mario vag con le metafore nella strozza. Beatriz, o rimaneva prigioniera in camera sua, o usciva a far compere o passeggiava fino agli scogli, l'avambraccio ben stretto tra le grinfie della madre.

    Egli le seguiva a grande distanza celandosi fra le dune, certo che la sua presenza gravava come un macigno sulla nuca della signora. Ogni volta che la ragazza si voltava, la donna le girava la testa con una tirata d'orecchie, protettiva ma non per questo meno dolorosa. A sera ascoltava inconsolabile La vela nei pressi dell'osteria, sperando che qualche ombra gliela portasse in quella minigonna che egli sognava di sollevare fino al cielo con la punta della lingua. Giovane mistico, decise di non alleviare mediante alcun artifizio manuale la fedele, crescente erezione che, di giorno, dissimulava sotto i volumi del vate, e che si proibiva fino alla tortura di notte.

    Si immaginava, con perdonabile romanticismo, che ogni metafora coniata, ogni sospiro, ogni anticipo della lingua di lei sui suoi lobi, fra le gambe, fosse una forza cosmica che nutriva il suo sperma.

    Con ettolitri di quella sostanza perfettibile avrebbe fatto lievitare di felicit Beatriz Gonzlez il giorno in cui Dio si fosse deciso a provare la propria esistenza mettendogliela fra le braccia, grazie a infarto miocardico della madre o a un famelico ratto.

    La domenica di quella settimana lo stesso furgone rosso che due mesi innanzi si era portato via Neruda lo riport al suo rifugio di Isla Negra. Tranne che questa volta il veicolo era foderato delle effigi di un uomo dal volto di padre severo, ma dal tenero e nobile petto di colombo. Sotto ciascuna di esse c'era il nome: Salvador Allende. I pescatori cominciarono a rincorrere il furgone, e con loro Mario mise alla prova le sue scarse doti di atleta.

    Sulla soglia di casa, Neruda, il poncho piegato sulla spalla e il suo classico jockey, improvvis un breve discorso che a Mario parve eterno: La mia candidatura fu incendiaria, disse il vate aspirando il profumo di quel mare che era anche casa sua.

    Non c'era luogo dove non mi desiderassero. Giunsi a intenerirmi dinanzi alle centinaia di uomini e donne del popolo che mi stringevano, mi baciavano e piangevano. A tutti Spesso sotto la pioggia, nel fango di strade e sentieri. Sotto il vento australe che costringe chiunque a battere i denti. Mi stavo entusiasmando. Ogni volta veniva pi gente alle mie riunioni. Ogni volta accorrevano pi donne. I pescatori risero.

    Affascinato e terrorizzato, cominciai a pensare a che cosa avrei fatto se fossi stato eletto presidente della repubblica. E allora giunse la lieta novella. Il poeta tese il braccio indicando i manifesti sul furgone. Allende si fece avanti proponendosi candidato unico di tutte le forze di Unit Popolare. Previa accettazione del mio partito, presentai subito la rinuncia alla candidatura.

    Di fronte a un'immensa folla gioiosa, io parlai per rinunciare, Allende per proporsi. L'uditorio applaud con un vigore che superava il numero l adunato, e quando Neruda scese dal podio, bramoso di riincontrarsi con la sua scrivania, con conchiglie, versi interrotti e polene, Mario lo abbord con due parole che suonarono come una supplica.

    Don Pablo Il poeta accenn un lieve movimento, degno di un torero, ed eluse il ragazzo. Domani, gli disse, domani. Quella notte il postino intrattenne la propria insonnia contando le stelle, mangiucchiandosi le unghie, bevendo un aspro vino rosso fino all'ultima goccia e grattandosi le guance. Il giorno seguente, quando il telegrafista vide di fronte a s lo spettacolo dei suoi resti mortali, prima di affidargli la corrispondenza per il vate, si impietos e gli confid l'unico sollievo realistico che riusc a escogitare: Beatriz adesso una bellezza.

    Ma fra cinquant'anni sar una vecchia. Consolati pensando a questo.

    Dopo di che gli tese il pacchetto della posta. Nello sciogliere l'elastico che lo teneva legato, una lettera richiam l'attenzione del ragazzo al punto che ancora una volta egli abbandon tutte le altre sul bancone. Trov il poeta che riprendeva confidenza con il suo ambiente consumando una colazione luculliana in terrazza, mentre i gabbiani svolazzavano storditi dal riflesso del sole tagliente sul mare.

    Don Pablo, sentenzi con voce trascendente, le porto una lettera. Il poeta assapor un sorso di caff dal sapore penetrante e si strinse nelle spalle. Giacch sei postino, la cosa non mi meraviglia. Da amico, da vicino e compagno, le chiedo di aprirla e di leggermela. Di leggerti una mia lettera?. S, perch della madre di Beatriz. Gliela tese sopra la tavola, affilata come una daga.

    La madre di Beatriz scrive a me? Qui gatta ci cova. E, a proposito, ricordo la mia Ode al gatto. Penso ancora che ci siano tre immagini riuscite. Il gatto come minuscola tigre da salotto, come agente segreto delle case e come sultano delle tegole erotiche.

    Poeta, oggi non sono in vena di metafore. La lettera, per favore. Lacerando la busta con il coltello del burro, procedette con tanta voluta imperizia che l'operazione super il minuto. Ha ragione chi afferma che la vendetta il piacere degli di, pens mentre indugiava a studiare il francobollo incollato sulla busta considerando ogni ricciolo della barba del granduomo che vi prestava il volto, e mentre simulava di decifrare l'imperscrutabile timbro dell'ufficio postale di San Antonio allontan una frusciante briciola di pane che si era incollata sul mittente.

    Mai nessun maestro di film polizieschi aveva prodotto nel postino una simile suspence. Orfano di unghie, si morse i polpastrelli a uno a uno. Il poeta prese a leggere il messaggio con lo stesso ritmo tamburellante con cui drammatizzava i propri versi. Stimatissimo don Pablo.

    Chi le scrive Rosa vedova Gonzlez, nuova gerente dell'osteria della caletta, ammiratrice della sua poesia, nonch simpatizzante democristiana. Non avrei votato per lei, n voter per Allende alle prossime elezioni; cionondimeno le chiedo come madre, come cilena e come sua vicina di Isla Negra, un appuntamento urgente per parlarle A partire da quel momento lo stupore pi che la malizia fece s che il vate leggesse le ultime righe in silenzio.

    La subitanea gravit del suo volto fece sanguinare l'epidermide del mignolo del postino. Neruda pieg il foglio, trafisse il ragazzo con lo sguardo e termin recitando a memoria Senza dilungarsi oltre, la saluta deferente Rosa vedova Gonzlez.

    Si alz in piedi con intima convinzione: Compagno Mario Jimnez, in questa trappola non mi caccio, disse il coniglio. Mario lo insegu fino alla sala ingombra di conchiglie, di libri e polene. Non pu lasciarmi a piedi, don Pablo. Parli con la signora e le dica di non comportarsi da pazza. Figliolo, io sono solo un poeta. Non governo l'esimia arte di sbudellare suocere.

    Lei mi deve aiutare, perch lei che ha scritto: "Non mi piace la casa senza tetto, la finestra senza vetri. Non mi piace il giorno senza lavoro e la notte senza sonno. Non mi piace l'uomo senza donna, n la donna senza uomo. Io voglio che le vite si integrino dando fuoco ai baci sinora spenti. Io sono il buon poeta pronubo". Suppongo che adesso non mi dir che questa poesia un assegno a vuoto!.

    Il postino di Neruda

    Due ondate, una di pallore, l'altra di sgomento, parvero montargli dal fegato agli occhi. Inumidendosi le labbra, improvvisamente secche, spar: Secondo la tua logica, Shakespeare dovrebbe essere arrestato per l'assassinio del padre di Amleto. Se il povero Shakespeare non avesse scritto il dramma, certo che al padre non sarebbe successo niente.

    Per favore, poeta, non mi confonda pi di quanto gi non sia. Quello che desidero molto semplice. Parli con la signora, e le chieda che mi lasci vedere Beatriz. E con questo ti dichiari felice?. Se lei ti permette di vedere la ragazza, mi lasci in pace?. Almeno fino a domani.

    Sollevando la cornetta, il vate gust gli occhi immensi del ragazzo. Sento fin qui che il tuo cuore abbaia come un cane. Tienilo fermo con la mano. Non posso. Be', dammi il numero dell'osteria. Ti dev'essere costato assai mandarlo a memoria. Fatto il numero, il postino dovette sopportare un'altra lunga pausa prima che il poeta parlasse. Donna Rosa vedova Gonzlez?. Ai suoi ordini.

    Parla Pablo Neruda. Il vate fece ci che in genere lo infastidiva; pronunci il proprio nome imitando un annunciatore televisivo che presenta il divo del giorno. Ma la lettera e le prime scaramucce con la voce di quella donna gli lasciavano Tuttavia, l'effetto che il suo eponimo nome soleva esercitare provoc dalla donna un semplice: Ah.

    Vorrei ringraziarla della sua cortese letterina. Non ha niente di cui ringraziarmi, signore. Voglio parlare con lei immediatamente. Mi dica, donna Rosa. Di persona!. E dove?. Dove vuole lei.

    Neruda si concesse una pausa per pensare e disse cauto: Allora, a casa mia. Prima di riappendere, il poeta scosse la cornetta, quasi volesse mettere in fuga qualche rimasuglio di voce che vi fosse rimasto appiccicato.

    Che cosa ha detto? Neruda si freg le mani, e chiudendo rassegnato il quaderno che si proponeva di riempire di verdi metafore nel suo primo giorno di Isla Negra, ebbe la generosit di infondere nel ragazzo il coraggio di cui egli stesso aveva bisogno: Almeno qui giochiamo in casa, giovanotto. Si avvicin al giradischi e, alzando un dito felice, proclam: Ti ho portato da Santiago un regalo specialissimo. L'inno ufficiale dei postini. Con queste parole la musica di Mister Postman eseguita dai Beatles si diffuse per la stanza destabilizzando le polene, rovesciando i velieri nelle bottiglie, facendo digrignare i denti delle maschere africane, turbando le filigrane delle sedie artigianali, resuscitando gli amici morti inscritti sulle travi del soffitto, facendo fumigare le pipe a lungo tenute spente, facendo schitarrare le panciute ceramiche di Quinchamal, esalare profumi alle cocottes della Belle Epoque appese alle pareti, galoppare il cavallo azzurro e sibilare la lunga e vetusta locomotiva strappata a una poesia di Whitman.

    E quando il poeta gli mise fra le braccia la busta del disco, quasi gli affidasse la custodia di un neonato, e prese a ballare agitando le lente braccia di pellicano come gli scarmigliati campioni di un ballo rionale, segnando il ritmo con quelle gambe che avevano frequentato tiepide cosce Un angiolone dalla tunica in fiamme con la dolcezza e la parsimonia del poeta gli assicurava repentine nozze.

    Il suo volto si ingentil di quella fresca allegria, e lo schivo sorriso riapparve con la semplicit di un pane sulla tavola quotidiana; se un giorno muoio, si disse, voglio che il cielo sia come questo istante.

    Ma i treni che conducono al paradiso sono sempre accelerati e si impantanano in stazioni umide e soffocanti. Sono treni espresso soltanto quelli con destinazione inferno. Quello stesso impeto gli riboll nelle vene nel veder avanzare, al di l delle vetrate, donna Rosa vedova Gonzlez che azionava corpo e piedi listati a lutto con la decisione di una mitragliatrice.

    Il poeta ritenne assennato nascondere il postino dietro una tenda; dopo di che, volteggiando sui talloni, sbotton elegantemente il jockey offrendo alla signora con un gesto della mano la pi morbida delle poltrone.

    La vedova, per contro, respinse l'invito e si piant a gambe larghe. Dilatando l'oppresso diaframma, band ogni preambolo: Ci che le debbo dire troppo grave per parlarne da seduta. Di che si tratta, signora?. Da qualche mese ronza intorno alla mia osteria quel tale Mario Jimnez. Questo signore ha insolentito la mia figliola di appena sedici anni. Che cosa le ha detto?. La vedova sput tra i denti: Metafore. Il poeta inghiott saliva.

    E allora con le metafore, don Pablo, mi ha scaldato la figlia come una stufa!. La mia povera Beatriz si sta struggendo per quel postino. Un uomo il cui unico capitale sono i funghi tra le dita dei piedi che va consumando. Ma se i piedi gli brulicano di microbi, la sua bocca ha la freschezza di una lattuga ed avvolgente come un'alga.

    E la cosa pi grave, don Pablo, che Ha cominciato innocentemente, parlando di un sorriso che era una farfalla. Ma gi passato a dirle che il suo seno un fuoco a due fiamme!. E lei crede che l'immagine usata fosse visiva o tattile?

    Tattile, rispose la vedova. Adesso le ho proibito di uscire di casa finch il signor Jimnez non la smette. Lei trover crudele che io la isoli a questo modo, ma pensi che le ho appena carpito questa poesia dal reggiseno. Era bruciacchiata in mezzo al reggiseno?. La donna trasse dal grembo quello che indubbiamente era un foglio di quaderno a quadretti marca Torre, e lo esib quale prova indiziaria, sottolineando con la sagacia di un detective il vocabolo nuda: Nuda sei semplice come una delle tue mani, liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente, hai linee di luna, sentieri di mela, nuda sei delicata come il grano nudo.

    Nuda sei azzurra come la notte a Cuba, hai rampicanti e stelle fra i capelli. Nuda sei enorme e gialla come l'estate in una chiesa d'oro. Accartocciando il testo con ripugnanza, lo seppell di nuovo nel grembiule e concluse: Vale a dire, signor Neruda, che il postino ha visto mia figlia senza vestiti!. In quel momento al poeta dispiacque di aver sposato la dottrina materialista dell'interpretazione dell'universo, giacch avvert l'urgenza di chiedere misericordia al Signore.

    Avvilito, arrischi una chiosa, pur mancandogli la prestanza di quegli avvocati che, come Charles Laughton, convincevano persino il morto di non essere ancora cadavere: Io direi, signora Rosa, che dalla poesia non si deduce necessariamente il fatto. La vedova scrut il poeta con infinito disprezzo: Sedici anni che la conosco, pi nove mesi che l'ho portata in questo La poesia non mente, don Pablo: esattamente cos, come dice la poesia, la mia bambina quando nuda.

    Dio mio, preg il poeta, senza che gli uscissero le parole. La imploro, profer la donna, di intimare a quel tale Mario Jimnez, postino e plagiario che a lei si ispira e con lei si confida, di astenersi da oggi e per tutta la vita dal vedere mia figlia.

    E gli dica che, qualora ci non avvenisse, io stessa mi incarico personalmente di strappargli gli occhi, come a quell'altro postino, quel fesso di Michele Strogoff. Bench la vedova si fosse allontanata, in certo qual modo sue particelle vibratili erano rimaste nell'aria. Il vate disse arrivederla, si riaggiust il jockey e scost la tenda dietro la quale stava nascosto il postino.

    Mario Jimnez, disse senza guardarlo, sei pallido come un sacco di farina. Il ragazzo lo segu in terrazza, dove il poeta tent di aspirare profondamente la brezza di mare. Don Pablo, se fuori sono pallido, dentro sono livido. Non saranno gli aggettivi a salvarti dai ferri roventi della vedova Gonzlez. Gi ti vedo consegnare lettere con un bastone bianco, un cane nero e le orbite degli occhi vuote come il borsellino di un mendicante.

    Se non posso vederla, a che mi servono gli occhi!. Maestro, per quanto lei sia disperato, in questa casa le consento di arrischiare qualche poesia, ma non di cantarmi un bolero!

    Questa signora Gonzlez forse non dar seguito alla sua minaccia, ma se la porta a compimento sarai pienamente legittimato a ripetere l'antico adagio che la tua vita buia come la bocca di un lupo. Se osa farmi qualcosa, finir in galera. Il vate descrisse un drammatico semicerchio alle spalle del giovane, insidioso come Jago quando torturava le orecchie di Otello: Un paio d'ore, e la rimetteranno in libert incondizionata.

    Dichiarer di aver agito per legittima difesa. Dir a propria giustificazione che hai insidiato la verginit della sua pulzella combattendo all'arma bianca: una metafora sibilante come un pugnale, incisiva come un canino, lacerante come un imene. Con la sua saliva sediziosa la poesia avr lasciato la sua impronta sui capezzoli della ragazza. Per molto meno di questo Franois Villon. Mario si sent gli occhi umidi, e anche la voce gli usc bagnata: Non mi importa che quella donna mi scarnifichi con un coltello tutte le ossa una Peccato non avere a portata di mano un trio di chitarristi che ti facciano tu-ru-ru-ru.

    Quello che mi fa male non poterla vedere, prosegu assorto il postino. Le sue labbra di ciliegia e i suoi occhi umidi e abbrunati, come se li avesse fatti la notte. Non poter aspirare il tepore che emana!. A giudicare da quel che dice la vecchia, pi che tiepida fiammeggiante. Perch sua madre mi vuole tenere lontano? Se la voglio sposare!. Secondo donna Rosa, a parte la sporcizia delle tue unghie, non hai altri risparmi. Ma sono giovane e sano.

    Ho due polmoni con pi fiato di una fisarmonica. Ma li usi solo per sospirare dietro a Beatriz Gonzlz. Gi ti esce un suono asmatico, come la sirena di una nave fantasma. Con questi polmoni potrei gonfiare le vele di un brigantino fino in Australia. Figliolo, se continui a soffrire per la signorina Gonzlez, di qui a un mese non avrai fiato neanche per spegnere le candeline della tua torta di compleanno. Be', e allora cosa faccio? Prima di tutto non gridare, perch non sono sordo!. Prendendolo per un braccio, Neruda gli indic la strada.

    Secondo, te ne vai a casa a dormire un po'. Hai due occhiaie pi profonde di un piatto di minestra. I pescatori mi chiamano "il gufo". Ed entro un'altra settimana ti metteranno quel farsetto di legno chiamato affettuosamente bara.

    Mario Jimnez, questa conversazione pi lunga di un treno merci. Avevano raggiunto il portone, ed egli lo apr con gesto preciso. Ma perfino il mento di Mario divenne di pietra quando il ragazzo fu sospinto leggermente verso il sentiero. Poeta e compagno, disse deciso.

    Lei mi ha messo in questo pasticcio, e lei deve tirarmi fuori. Lei mi ha regalato i suoi libri, mi ha insegnato a usare la lingua per qualcosa che non sia soltanto appiccicare francobolli. Che io ti abbia regalato un paio di libri miei una cosa, e un'altra, ben diversa, che ti abbia autorizzato a usarli per plagio. E poi le hai regalato la poesia che avevo scritto per Matilde. La poesia non di chi la scrive, ma di chi la usa!. Questa bella frase democratica mi piace molto, ma non spingiamo la democrazia tanto oltre da mettere ai voti chi debba essere il padre all'interno della famiglia.

    In un impeto convulso il postino apr la borsa ed estrasse una bottiglia di vino della marca prediletta dal poeta. Il vate non pot evitare che al sorriso facesse seguito una tenerezza molto simile alla compassione.

    Tornarono in sala, ed egli alz la cornetta e form il numero. Signora Rosa vedova Gonzlez? Parla ancora Pablo Neruda. Quantunque Mario volesse udire la risposta attraverso il ricevitore, essa raggiunse solo il timpano sofferente del poeta. E foss'anche Ges con i dodici apostoli, il postino Mario Jimnez non metter mai piede in questa casa. Accarezzandosi l'orecchio, Neruda fece vagare lo sguardo verso lo zenit. Don Pablo, cosa le succede?. Niente, niente. Tranne che adesso so quello che prova un pugile quando lo mettono knock-out al primo round.

    La sera del quattro settembre una notizia sconvolgente si diffuse per il mondo: Salvador Allende aveva vinto le elezioni in Cile, primo marxista eletto democraticamente. In pochi minuti l'osteria di donna Rosa fu invasa da pescatori, da turisti primaverili, da studenti con licenza di marinare la scuola il giorno appresso e dal poeta Pablo Neruda, il quale, con strategia da statista, aveva abbandonato il suo rifugio eludendo le interurbane delle agenzie internazionali che volevano intervistarlo.

    L'auspicio di giorni migliori fece s che il denaro dei clienti fosse amministrato con leggerezza, e Rosa non trov rimedio migliore che liberare Beatriz dalla cattivit, affinch l'assistesse nei festeggiamenti.

    Mario Jimnez si mantenne a imprudente distanza. Quando il telegrafista smont dal suo approssimativo Ford 40 per unirsi alla festa, il postino lo aggred affidandogli una missione che l'euforia politica del suo capo accolse con benevolenza.

    Si trattava di un piccolo atto di mediazione consistente nel sussurrare a Beatriz, qualora le circostanze lo consentissero, che egli l'aspettava nel vicino capannone dove erano ricoverati gli arnesi da pesca. Il momento cruciale si ebbe quando il deputato Labb fece inaspettatamente il suo ingresso nel locale.

    Vestito di bianco come il suo candido sorriso, tra i frizzi dei pescatori che gli dicevano togliti le piume, egli avanz fino al bancone dove Neruda stava vuotando alcune coppe, e gli disse con fare da gran signore: Don Pablo, le regole della democrazia sono queste. Bisogna saper perdere. I vinti salutano i vincitori. Salute, allora, deputato, replic Neruda, offrendogli del vino e alzando il bicchiere per toccare quello di Labb. Gli astanti applaudirono, i pescatori gridarono Viva Allende, poi Viva Neruda, e il telegrafista somministr in segreto il messaggio di Mario, quasi bagnando con le labbra l'orecchio sensuale della ragazza.

    Disfandosi della brocca di vino e del grembiule, la ragazza prese dal banco un uovo e sotto i lampioni di quella notte stellata and scalza Aperta la porta del capannone riusc a distinguere tra il garbuglio delle reti il postino seduto sopra un deschetto da calzolaio, il viso screziato dalla luce arancione di una lampada a petrolio. A sua volta Mario ridestato a un'emozione gi provata, identific la precisa minigonna e l'attillata camicetta di quel primo incontro accanto al calcetto.

    Quasi volendosi in sintonia col ricordo, la ragazza alz il fragile ovale dell'uovo e, dopo aver chiuso la porta col piede, se lo accost alle labbra. Abbassandolo un poco verso i seni lo fece scivolare seguendo l'oggetto palpitante con le dita danzanti, lo fece rotolare sullo stomaco ben levigato, lo guid fin sul ventre, lo fece scorrere sul sesso, lo nascose in mezzo al triangolo delle gambe, intiepidendolo istantaneamente, e allora inchiod uno sguardo rovente negli occhi di Mario.

    Egli accenn ad alzarsi, ma la ragazza lo trattenne con un gesto. Si appoggi l'uovo sulla fronte, lo pass su quella superficie color rame, lo spinse sul setto nasale e raggiunte le labbra se lo mise in bocca tenendolo stretto tra i denti. Mario seppe in quel preciso istante che l'erezione sostenuta per mesi con tanta fedelt era un piccolo colle a paragone della cordigliera che emergeva dal suo pube, del vulcano di lava per nulla metaforica che cominciava a fargli ribollire il sangue, a intorbidirgli lo sguardo e a trasformare persino la saliva in una sorta di sperma.

    Beatriz gli fece cenno di inginocchiarsi. Il pavimento era di legno ruvido, ma quando la ragazza quasi lievit verso di lui e gli si pose accanto gli parve un tappeto principesco. Un gesto delle mani di lei gli indic che doveva unire le sue a canestro. Se obbedire talvolta gli era risultato insopportabile, ora anelava solo a farsi schiavo.

    La ragazza si pieg all'indietro e l'uovo, infimo equilibrista, percorse ogni centimetro di stoffa della camicetta e della gonna finch rotol nelle palme di Mario. Egli alz gli occhi verso Beatriz e vide la lingua divenuta fiamma tra i denti, gli occhi torbidamente decisi, le sopracciglia in agguato che aspettavano l'iniziativa del ragazzo. Mario sollev l'uovo delicatamente per un tratto.

    Lo appoggi sul ventre della ragazza e con un sorriso da prestigiatore glielo fece scivolare sulle anche, accompagn pigramente la linea del culo, lo guid fino al fianco destro, mentre Beatriz, la bocca semiaperta, seguiva col ventre e con le anche le sue pulsazioni.

    Quando l'uovo ebbe compiuta la sua orbita il giovane lo fece retrocedere lungo l'arco del ventre, lo inclin sull'apertura dei seni, e, alzandosi, con esso, lo cal nell'ansa del collo. La storia, poi, racconta di Mario Jiménez in quanto anima originaria della vita cilena. Devo dire che il tutto risulta commovente e che la personalità del poeta Neruda ne viene fuori umana e dolcissima.

    Un libro che è un piacere e una stretta al cuore. Ho letto questo piccolo gioiellino dopo aver visto il famosissimo film con Troisi, e anche se c'è qualcosa che li distanzia, entrambi hanno la capacità di creare una magia fatta soprattutto di poesie e piccole cose. La trama è piuttosto semplice e tutti la conosciamo a grandi linee grazie al film, ma quello per cui vi consiglio di leggere il libro è lo stile altamente poetico che lo contraddistingue, e l'amore per la poesia e la vita che trapela dalle pagine.

    Da questo incontro nascerà una tenera e profonda amicizia che ispirerà e arricchirà le vite di entrambi. Una lettura davvero piacevole e toccante nella parte finale.

    A questo punto il rewatch è assolutamente necessario. Un libro davvero scorrevole, si lascia leggere in un pomeriggio portando con sè molte riflessioni. Grazie proprio alle "parole di carta" di Neruda che Mario conquista il cuore della bellissima Beatriz Gonzalez di cui s'innamora perdutamente a prima vista, riuscendo a vincere l'ostilità della suocera. Una lettura piacevole di serenità, di sole, di amore e di amicizia.

    Lo stile è scorrevole, volutamente ammiccante e ironico. La bellezza del mare, la poesia di un grandissimo Neruda e la nostalgia per Massimo Troisi scomparso troppo presto. Se poi si considera che sono solamente pagine, è facile intuire che è una lettura che si conclude abbastanza in fretta. Il finale del libro è molto ambiguo, lascia libera interpretazione al lettore. Anche se l'ho letto più di 20 anni fa, ne ho un bellissimo ricordo.

    Ai tempi l'ho consigliato ad altri lettori e anche da loro è stato molto apprezzato. Lo consiglio anche qui, questo è un libro che per un motivo o per un altro piace praticamente a tutti.

    A Isla Negra in Cile, Mario Jimenez diventa il postino dell'unica persona di tutta l'isola che riceve la corrispondenza: il grande Pablo Neruda. Inizialmente il rapporto tra i due resta su livelli superficiali ma Mario è affascinato dalla grande personalità del poeta e ben presto si farà conoscere grazie alla sua semplicità.

    Mario continua a consegnare la posta a Neruda sperando che arrivi un telegramma dalla Svezia. Don Pablo, e soprattutto le sue poesie, diventano fonte d'ispirazione per Mario innamorato della bella figlia della vedova che gestisce la locanda dell'isola. Romanzo breve, intenso, poetico, erotico, politico, commovente, ma soprattutto ben scritto. Un omaggio al grande Neruda e al potere della sua poesia.

    Un appunto sul titolo: la traduzione italiana prende spunto dal titolo del bellissimo film Il postino , con Massimo Troisi nei panni del postino; il titolo originale "Ardiente Paciencia" è invece un chiaro omaggio a Neruda che capirete solo se leggerete il libro o se già conoscete il grande poeta. Il postino di Neruda è un romanzo particolarmente commuovente e seppur estremamente breve, letto in sole due ore , trasmette la sua profondità. Narra la storia di un'amicizia, dell'elogio della poesia , della sconfinatezza del mare e dei suoi gabbiani, nonché di un regime che ha distrutto anche le più basilari libertà in Cile.

    Tuttavia il finale appare estremamente 'sbrigativo' e poco Chiaro , lasciando Probabilmente al lettore la scelta ad una libera interpretazione. Nel complesso libro consigliato per chi desidera rivivere anche solo per qualche ora IL grande poeta. Narra la storia di un'amicizia, dell'elogio della poesia, della sconfinata potenza del mare e dei suoi gabbiani, nonché di un regime che ha distrutto anche le più basilari libertà in Cile.

    Tuttavia il finale appare eccessivamente "sbrigativo" e poco chiaro, lasciando probabilmente al lettore la scelta ad una libera interpretazione. Nel complesso libro consigliato per chi desidera rivivere, anche solo per qualche ora, il Grande Poeta. Semplice, divertente e ben scritto questo libro di Skarmeta che ha allietato una mia degenza ospedaliera.

    Trama normalissima di due amanti contrastati da una suocera battagliera con il vate Neruda a spalleggiare il giovin postino Mario Jimenez totalmente rapito dalla bella minorenne Beatriz. E' un libro in cui ad episodi erotici su tutti quello dell'uovo magistralmente "addomesticato" da lei a far da Un piccolo volume in cui c'e' tutto e Isla Negra per un giorno diventa "caput mundi" per il lettore che si lascia dolcemente prendere per mano dalla prosa semplice ed arguta dell'autore.

    Di solito tendo a sottovalutare i libri brevi,di poche pagine e nella maggior parte li scarto.

    La magia in azione

    Questo libro invece mi è piaciuto,l'ho trovato semplice e delicato e naturalmente è bello come tutte le cose semplici e delicate. Lo consiglio soprattutto a chi,come me, tende a scartare i romanzi brevi,a chi li trova spesso incompleti e scarni. Idee, incontri, eventi. Dal libri e musica. Per tutti. Dall'incontro con l'autore alla musica live. Scopri l'appuntamento più vicino a te!

    Mario Jiménez, un giovane pescatore, decide di abbandonare il proprio lavoro per diventare il postino della Isla Negra, nella quale l'unica persona che riceve e invia corrispondenza è il grande poeta Pablo Neruda.

    Mario ammira Neruda e vorrebbe che il poeta gli dedicasse un libro e che la loro relazione fosse qualcosa di più di un educato scambio di battute con mancia finale. Quando il suo desiderio diventa realtà, tra i due nasce un'amicizia che conduce Neruda a strane, e apparentemente poco poetiche, avventure. Nel frattempo, il clima politico del Cile di quegli anni fa precipitare gli eventi Dopo aver letto il libro Il postino di Neruda di Antonio Skarmeta ti invitiamo a lasciarci una Recensione qui sotto: sarà utile agli utenti che non abbiano ancora letto questo libro e che vogliano avere delle opinioni altrui.

    Nel film la passione, la tensione per il periodo storico, la poesia di NEruda e il personaggio stesso di Neruda che un suo fascino particolare, il protagonista alla scoperta della potenza della poesie e dell'amore e delle passioni, dell'amicizia. Grazie proprio alle "parole di carta" di Neruda che Mario conquista il cuore della bellissima Beatriz Gonzalez di cui s'innamora perdutamente a prima vista, riuscendo a vincere l'ostilità della suocera.

    Una lettura piacevole di serenità, di sole, di amore e di amicizia. Lo stile è scorrevole, volutamente ammiccante e ironico. La ragazza ripetè "Cosa prende? Allora Beatriz Gonzalez diresse lo sguardo imperativo sul suo accompagnatore, e con voce modulata, la lingua che sfolgorava fra tanta dovizia di denti, emise una domanda che in altre circostanze Neruda avrebbe considerata normale: "E lei cosa prende?

    Questo è una delle parti più belle di un libro breve ma eccezionale. Lo consiglio vivamente. Allora, questo è stato per me un libro da 4 stelle fino a che non ho letto l'ultimissima pagina.

    Mi è piaciuto molto soprattutto nel suo voler raccontare una storia apparentemente semplice, ma che in realtà nasconde motivi più profondi soprattutto nelle pagine in cui ci presenta lo spaccato del Cile degli anni 70, l'elezione e poi l'assassinio di Salvador Allende e tutte le ripercussioni che questi eventi hanno avuto prima sulle persone di Isla Negra e poi in tutto il Paese.

    Il mio personaggio preferito è sicuramente Mario, il postino, l'ho trovato tenero nel suo amore sfrenato per Beatriz, cocciuto nel suo voler essere amico di Neruda, commovente quando non vuole lasciarlo andare e quando sente la sua mancanza.

    Una nota positiva per Rosa vedova Gonzalez che mi ha fatto molto ridere con i suoi proverbi e le tirate di orecchie al povero Mario, ha dato brio all'intera storia e credo sia un personaggio molto curioso e ben costruito, dalle mille sfaccettature.

    La prosa in alcuni passi non era semplicissima ma sicuramente godibile, tanto che il libro si lascia leggere molto velocemente ed è stato per me un'ottima compagnia in molti momenti.

    La nota negativa è sicuramente il finale. Una paginetta scarsa di epilogo in cui non viene spiegato nulla di nulla.

    Mi sono rimasti in testa tanti dubbi soprattutto per quel che riguarda Mario a cui mi ero molto affezionata: che gli è successo? Vive ancora a Isla Negra? Ha avuto altri bambini? Ha scritto poesie? Fa ancora il postino? Per questo ho dato 3 stelle anzichè 4.


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