Centralfloridavocalarts

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    Per quanto riguarda l'azione sismica è stata svolta un'analisi lineare dinamica modale caricando gli spettri ottenuti con il programma "Spettri-NTC" nei due modelli.

    II Eccentricità accidentali Per gli edifici, gli effetti dell'eccentricità accidentale del centro di massa possono essere determinati mediante l applicazione di carichi statici costituiti da momenti torcenti di valore pari alla risultante orizzontale della forza agente al piano, determinata mediante analisi lineare statica come al NTC08, moltiplicata per l eccentricità accidentale del baricentro delle masse rispetto alla sua posizione di calcolo, determinata come al NTC08 di seguito riportato: Per tenere conto della variabilità spaziale del moto sismico, nonché di eventuali incertezze nella localizzazione delle masse, al centro di massa deve essere attribuita una eccentricità accidentale rispetto alla sua posizione quale deriva dal calcolo.

    Detta eccentricità è assunta costante, per entità e direzione, su tutti gli orizzontamenti. Poiché vale l ipotesi di solaio infinitamente rigido, i momenti possono essere applicati in un punto qualsiasi del piano.

    Si riportano di seguito le tabelle con i modi di vibrare significativi esportate dal programma "SAP" ver. La numerazione delle travi e delle colonne corrisponde a quella del modello in sap.

    Nel caso in esame, avendo una struttura non dissipativa il fattore di struttura q è pari a 1, ed essendo nel caso in cui T 1 T C, i valori degli spostamenti d r coincidono con i valori degli spostamenti d Ee ottenuti dall analisi lineare. Di seguito si riportano i risultati della verifica, in cui si vede che le non linearità geometriche possono essere trascurate. Nel caso in esame, come si vede dalla tabella seguente, l'influenza del taglio sulla resistenza a flessione è trascurabile.

    In carenza di più precise indicazioni si possono adottare i limiti indicati nella Tabella II. Le verifiche sono state svolte per la colonna più sollecitata.

    Il progetto Ingegneria e dintorni

    Non è necessario dedurre l area dei fori per i collegamenti bullonati o chiodati, purché in tutti i fori siano presenti gli elementi di collegamento e non siano presenti fori sovradimensionati o asolati. In assenza di più precise indicazioni si possono adottare i limiti per gli spostamenti orizzontali indicati in Tabella II. I fori devono avere diametro uguale a quello del bullone maggiorato al massimo di 1 mm, per bulloni sino a 20 mm di diametro, e di 1,5mm per bulloni di diametro maggiore di 20 mm.

    Il momento è stato affidato ai bulloni d'ala mentre il taglio è stato affidato ai bulloni d'anima. II Giunto colonna - fondazione Il giunto di base è stato realizzato mediante una piastra in acciaio saldata alla colonna con saldature a piena penetrazione e 12 tirafondi M22 classe Di seguito si riporta lo schema del giunto.

    Di seguito si riportano i valori delle azioni trasmesse alla fondazione dalla colonna sovrastante per ciascuna combinazione di carico analizzata. Di seguito si riportano i risultati. Verifica dello spessore della piastra di base La verifica della piastra di base è stata effettuata assumendo come schema un sistema formato da una mensola "1" e da una trave "2" doppiamente incastrata ed ortogonale alla mensola.

    Le travi sono caricate con il volume del solido delle pressioni del calcestruzzo a base trapezoidale. I tirafondi sono stati considerati come bulloni. Lunghezza dei tirafondi Il tirafondo annegato nel getto trasmette per aderenza le azioni alle fondazioni.

    Verifica del tacco Il tacco è stato realizzato con un profilo HEB saldato al di sotto della piastra di base mediante saldatura a piena penetrazione. Di seguito si riportano le dimensioni del profilo. Pertanto la resistenza di calcolo dei collegamenti a piena penetrazione si assume uguale alla resistenza di progetto del più debole tra gli elementi connessi.

    Una saldatura a piena penetrazione è caratterizzata dalla piena fusione del metallo di base attraverso tutto lo spessore dell elemento da unire con il materiale di apporto NTC Di seguito si riporta la stratigrafia del solaio e l'analisi dei carichi: Figura II.

    Massetto porta impianti 4. Per il dimensionamento si è utilizzata la tabella presente sul sito della ditta produttrice e di seguito riportata.

    Per restare a favore di sicurezza sia lo spessore della soletta che l'armatura sono state aumentate. Di seguito si riporta lo schema del solaio.

    Magrone 2. Soletta 4. Massetto porta impianti 5. Il carico uniformemente distribuito g 2k sopra definito dipende dal peso proprio per unità di lunghezza G 2k delle partizioni nel modo seguente: Le dimensioni sono state scelte in modo che le colonne in acciaio del piano superiore possano ancorarsi nel pilastro in cemento armato. I vari carichi sono stati calcolati considerando l'area di influenza di ciascuna colonna. Di seguito si riporta uno schema dei pilastri con le rispettive aree di influenza ed i rispettivi carichi trasmessi.

    La parte tratteggiata è a due piani. La struttura è stata caricata secondo quanto prescritto dalle NTC08; i carichi sono stati combinati considerando una distribuzione "a scacchiera" e sono stati ripartiti sulle travi. Per quanto riguarda l'azione sismica è stata svolta un'analisi lineare dinamica modale caricando gli spettri ottenuti con il programma "Spettri-NTC".

    II Combinazioni di carico I carichi sono stati combinati secondo quanto prescritto dal NTC08 considerando una distribuzione dei carichi "a scacchiera". Si riporta di seguito la tabella con i modi di vibrare significativi. Configurazione in pianta Compatta e simmetrica? SI Solaio Infinitamente rigido? SI Tabella II. Fa eccezione l ultimo orizzontamento di costruzioni di almeno quattro piani per il quale non sono previste limitazioni di restringimento.

    Con riferimento al delle NTC, al fine della protezione delle armature dalla corrosione il valore minimo dello strato di ricoprimento di calcestruzzo copriferro deve rispettare quanto indicato in Tabella C4. IV, nella quale sono distinte le tre condizioni ambientali di Tabella 4. IV delle NTC. I valori sono espressi in mm e sono distinti in funzione dell armatura, barre da c. A tali valori di tabella vanno aggiunte le tolleranze di posa, pari a 10 mm o minore, secondo indicazioni di norme di comprovata validità.

    I valori della Tabella C4. IV si riferiscono a costruzioni con vita nominale di 50 anni Tipo 2 secondo la Tabella 2.

    I delle NTC. IV Le armature longitudinali delle travi, sia superiori che inferiori, devono attraversare, di regola, i nodi senza ancorarsi o giuntarsi per sovrapposizione in essi.

    Tra tutte le combinazioni sismiche, quelle che forniscono i valori più elevati sono quelle con il sisma dominante lungo la direzione X; poiché la travata è allineata lungo l'asse X, le combinazioni con il sisma in direzione Y dominante sono poco significative. Trave Lungh. Per ciascuna direzione e verso di applicazione delle azioni sismiche si considerano due valori di sollecitazione di taglio, massimo e minimo, ipotizzando rispettivamente la presenza a Di seguito si riportano gli schemi di calcolo considerati: Figura II.

    Il contributo dei carichi gravitazionali è stato valutato direttamente dal modello. La resistenza a taglio VRd di elementi strutturali dotati di specifica armatura a taglio deve essere valutata sulla base di una adeguata schematizzazione a traliccio. Gli elementi resistenti dell ideale traliccio sono: le armature trasversali, le armature longitudinali, il corrente compresso di calcestruzzo ed i puntoni d anima inclinati.

    Nelle zone critiche devono essere previste staffe di contenimento. La prima staffa di contenimento deve distare non più di 5 cm dalla sezione a filo pilastro; le successive devono essere disposte ad un passo non superiore alla minore tra le grandezze seguenti - un quarto dell altezza utile della sezione trasversale mm e mm, rispettivamente per CD A e CD B - 6 volte e 8 volte il diametro minimo delle barre longitudinali considerate ai fini delle verifiche, rispettivamente per CD A e CD B - 24 volte il diametro delle armature trasversali 2.

    Per staffa di contenimento si intende una staffa rettangolare, circolare o a spirale, di diametro minimo 6 mm, con ganci a prolungati per almeno 10 diametri alle due estremità. I ganci devono essere assicurati alle barre longitudinali. Lunghezze di ancoraggio delle armature longitudinali Il calcolo delle lunghezze di ancoraggio è stato eseguito seguendo le indicazioni del NTC Si è scelto di effettuare un ancoraggio a barra dritta. I momenti flettenti di calcolo sono stati ottenuti dall'analisi globale della struttura, per le combinazioni sismiche e la combinazione fondamentale.

    Limitazioni geometriche NTC08 : 1. La dimensione minima della sezione trasversale non deve essere inferiore a mm; nel caso in esame il lato del pilastro è lungo mm. La lunghezza della zona critica è pari alla maggiore tra le seguenti grandezze: Lungo tutto il pilastro viene disposta la stessa armatura, ovviamente pari alla massima richiesta in corrispondenza delle sezioni di estremità dove il momento è massimo.

    Per quanto riguarda le limitazioni imposte dal Capitolo 4: Per quanto riguarda i segni dei momenti, si intende che M x M y con segno positivo è discorde con l'asse Y asse X se agisce alla base del pilastro; è concorde se agisce in testa.

    Lo sforzo normale è negativo se di compressione. Le azioni sollecitanti sono di seguito riportate: PILASTRO N,max [kn] N,min [kn] M x,max [knm] M y,max [knm] , , , , , , ,, , , , , , , , , , ,43 , , , , , , , ,, , , , , , , , , , , , , , , ,, , , , , , , , , , , ,, , , , ,, ,, , , , , , , , , , , , , , ,. Per tale verifica si considera lo sforzo normale massimo dato dalla combinazione più gravosa fra tutte le combinazioni, che in questo caso coincide con la combinazione fondamentale.

    Poiché la struttura è monopiano questa verifica è stata omessa. La resistenza delle sezioni dei pilastri a taglio, da confrontare con le rispettive sollecitazioni determinate come indicato precedentemente, è calcolata come indicato nel NTC Gli elementi resistenti Nelle zone critiche devono essere rispettate le condizioni seguenti: - le barre disposte sugli angoli della sezione devono essere contenute dalle staffe - almeno una barra ogni due, di quelle disposte sui lati, deve essere trattenuta da staffe interne o da legature - le barre non fissate devono trovarsi a meno di 15 cm e 20 cm da una barra fissata, rispettivamente per CD A e CD B 2.

    Si devono disporre staffe in un quantitativo minimo non inferiore a: Capitolo 4: - Le armature trasversali devono essere poste ad interasse non maggiore di 12 volte il diametro minimo delle barre impiegate per l armatura longitudinale, con un massimo di mm. Per la valutazione del taglio di calcolo si considerano i valori dei momenti resistenti massimi tra tutti i pilastri e per quelli si calcolano i valori del taglio sollecitante. Verifica nodo trave - pilastro La verifica di resistenza del nodo è stata omessa poiché deve essere effettuata solo per strutture in CD"A" NTC Al NTC08, è scritto che indipendentemente da quanto richiesto dalla verifica nel , lungo le armature longitudinali del pilastro che attraversano i nodi non confinati devono essere disposte staffe di contenimento in quantità almeno pari alla maggiore prevista nelle zone del pilastro inferiore e superiore adiacenti al nodo.

    La trave avrà le stesse dimensioni e la stessa armatura in entrambe le direzioni nelle quali si sviluppa sviluppo lungo X e lungo Y. Per il dimensionamento si è scelta la travata più sollecitata, corrispondente alla travata usata per il dimensionamento delle travi principali. Azioni sollecitanti Per le strutture progettate sia in CD"A" sia in CD "B" il dimensionamento delle strutture di fondazione e la verifica di sicurezza del complesso fondazione-terreno devono essere eseguiti assumendo come azioni in fondazione le resistenze degli elementi strutturali soprastanti.

    Più precisamente, la forza assiale negli elementi strutturali verticali derivante dalla combinazione Le fondazioni superficiali devono essere progettate per rimanere in campo elastico. Non sono quindi necessarie armature specifiche per ottenere un comportamento duttile. Le travi di fondazione in c. La verifica è stata svolta considerando una trave continua su 14 appoggi soggetta ai seguenti carichi concentrati derivanti dall'analisi della struttura in elevazione secondo i criteri precedentemente riportati : COLONNA N Ed [kn] V x,ed [kn] M y,ed [knm] ,36 93,95 , ,,, ,77 64,15 86, ,89 63,34 84, ,,, ,,, ,,, ,24 63,18 84, ,,, ,,, ,51 63,31 84, ,,, ,92 68,76 97, ,,,51 Tabella II Azioni sollecitanti la fondazione Verifica a taglio Le fondazioni devono rimanere in campo elastico, per cui non si avranno le zone critiche.

    La verifica è effettuata seguendo il Capitolo 4 delle NTC Di seguito si riporta la verifica a taglio. Calcolo delle azioni sollecitanti in caso di incendio 2. Analisi termica dei profili non protetti e verifica a caldo 3. In caso di mancata verifica, analisi termica dei profili protetti si sono considerati più tipologie di protettivi 4. Verifica a caldo dei profili protetti 5. Confronto economico tra vari metodi protettivi III.

    Figura III. L'incendio ha inizio Nella fase di crescita, l'incendio si estende a tutti gli oggetti combustibili presenti nel locale. In questa fase la maggior parte degli incendi si propaga lentamente e la combustione è controllata dal combustibile. Man mano che la temperatura dei gas presenti nell'ambiente cresce e se la ventilazione è sufficiente, l'incendio si propaga e la velocità di combustione aumenta fino ad arrivare al cosiddetto punto di flashover, istante che segna il passaggio tra la fase di crescita e la combustione stabilizzata.

    In un incendio è proprio la fase di combustione stabilizzata ad avere il maggior effetto sugli elementi strutturali e sulle parti circostanti il locale. Queste si dividono in misure di protezione attive o passive, in relazione alla necessità o meno dell intervento di un operatore o dell azionamento di un impianto.

    Di seguito si elencano brevemente alcuni esempi di misure di prevenzione attiva e passiva. III Protezione attiva Si parla di protezione attiva, quando è richiesta l azione dell'uomo o l azionamento di un impianto; le misure di protezione attiva sono quelle finalizzate alla precoce rilevazione Questi fini possono essere perseguiti con: barriere antincendio strutture aventi caratteristiche di resistenza al fuoco commisurate ai carichi d incendio materiali classificati per la reazione al fuoco sistemi di ventilazione sistemi di vie d uscita commisurate al massimo affollamento ipotizzabile dell ambiente di lavoro e alla pericolosità delle lavorazioni.

    Con il primo il progettista deve essere in grado di definire, con la migliore approssimazione possibile, l'entità delle azioni termiche e meccaniche che agiscono sulla costruzione in caso di incendio tenendo conto della contemporanea presenza delle altre misure protettive presenti nell'ambiente quali impianti di spegnimento ed intervento delle squadre di soccorso.

    La valutazione dell'azione termica è svolta mediante l'analisi di incendi naturali che descrivono i vari scenari di incendio che possono presentarsi in quel determinato ambiente. L'approccio prescrittivo, che è poi il metodo utilizzato nell'ambito di questa tesi, semplifica notevolmente l'analisi rispetto al metodo prestazionale andando ad affidarsi interamente alle normative.

    Infatti, per alcune attività svolte negli edifici i regolamenti nazionali stabiliscono un periodo minimo di stabilità delle strutture portanti, espresso in termini di tempo di resistenza all'azione di un incendio convenzionale. Gli scenari di incendio convenzionale sono rappresentati dalle norme mediante espressioni analitiche curve temperatura-tempo che verranno precisate nel seguito.

    In conclusione, quando si parla di approccio prescrittivo, l'analisi strutturale è rivolta a garantire la stabilità almeno per il tempo di esposizione all'incendio stabilito dalla norma di riferimento. Le classi di resistenza al fuoco possono essere prescritte o calcolate. Generalmente, in caso di attività soggette al controllo obbligato dei VVFF, la classe di resistenza è prescritta e varia con la destinazione d'uso.

    Nel caso specifico del seguente progetto, le attività coinvolte sono: - uffici - agenzia bancaria - ristorante - autorimessa Per quanto riguarda gli uffici e l'autorimessa, la classe di resistenza è definita da tabelle una delle quali è riportata a seguire , essendo entrambe attività soggette al controllo obbligato dei VVFF.

    Di seguito si riporta in maniera sintetica il procedimento che ha portato alla definizione della classe di resistenza. Il primo passo è stato stabilire la classe di prestazione. Le prestazioni da richiedere ad una costruzione, in funzione degli obiettivi di sicurezza, sono individuate nei seguenti livelli: Livello I Livello II Livello III Livello IV Livello V Nessun requisito specifico di resistenza al fuoco dove le conseguenze della perdita dei requisiti stessi siano accettabili o dove il rischio di incendio sia trascurabile Mantenimento dei requisiti di resistenza al fuoco per un periodo sufficiente all'evaquazione degli occupanti in luogo sicuro all'esterno della costruzione Mantenimento dei requisiti di resistenza al fuoco per un periodo congruo con la gestione dell'emergenza Requisiti di resistenza al fuoco tali da garantire, dopo la fine dell'incendio, un limitato danneggiamento della costruzione Requisiti di resistenza al fuoco tali da garantire, dopo la fine dell'incendio, il mantenimento della totale funzionalità della costruzione stessa Tabella III.

    Le classi di resistenza al fuoco necessarie per garantire tale livello sono indicate nella Tabella III. Tabella III. Nell'ambito di questa tesi si è adottato un approccio semplificato ed in particolare: la modellazione dell'incendio, è stata eseguita considerando curve di incendio nominali l'analisi termica è stata svolta con il metodo semplificato III Azioni meccaniche Le azioni meccaniche sono responsabili delle sollecitazioni agenti sulle strutture.

    Nelle NTC08, l'incendio è classificato come "azione eccezionale" che corrisponde ad uno stato C'è da sottolineare il fatto che nelle normative vigenti non è prevista la situazione in cui si verificano simultaneamente più azioni eccezionali indipendenti 4.

    Per valutare quindi la reazione della struttura a seguito dell'incendio è necessario ricavare la variazione di temperatura all'interno dei singoli elementi che la compongono. Questo tipo di curve, utilizzato già dagli inizi degli anni '50, rappresentano l'andamento della temperatura ambiente in prossimità delle strutture in funzione del tempo, indipendentemente dalle reali condizioni al contorno e di ventilazione.

    Sono caratterizzate dai seguenti aspetti: sono curve che rappresentano essenzialmente la fase post flashover non prevedono la fase di raffreddamento impongono un unico valore della temperatura ambiente il tratto iniziale è estremamente ripido a differenza di quanto accade nella realtà.

    Esistono numerosi tipi di curve nominali, ciascuna adatta a descrivere un determinato scenario di incendio; le principali 3. Curva temperatura - tempo normalizzata curva standard ISO Descrive l'incendio confinato di materiali di natura cellulosica quali legno, carta ed alcuni tipi di tessuto. Curva dell'incendio esterno Descrive l'incendio confinato in un compartimento che aggredisce elementi costruttivi esterni al compartimento stesso.

    Curva degli idrocarburi Descrive l'incendio confinato di materiali derivati dagli idrocarburi o aventi le stesse velocità di rilascio del calore. Il primo è responsabile della variazione di temperatura all'interno dell'elemento, mentre convezione ed irraggiamento causano il trasferimento di energia dal gas presente nell'ambiente agli elementi strutturali.

    Per valori di temperatura intermedi l'eurocodice raccomanda di utilizzare l'interpolazione lineare. Per questo motivo è accettabile l'ipotesi di distribuzione uniforme delle temperature lungo una sezione trasversale.

    Un valore unitario di k sh conduce ad analisi conservative. Di seguito si riportano i diagrammi delle curve di riscaldamento ottenute per il profilo HEA, dapprima utilizzando un intonaco a spruzzo e successivamente una vernice intumescente. La protezione contro il fuoco si realizza attraverso un processo di espansione dei componenti che, ad elevata temperatura, formano uno strato microcellulare altamente coibente che rallenta l'aumento della temperatura del supporto. Le prove di resistenza al fuoco hanno l obiettivo di valutare il comportamento al fuoco dei prodotti e degli elementi costruttivi, sotto specifiche condizioni di esposizione e attraverso il rispetto di misurabili criteri prestazionali.

    Le valutazioni economiche sono state fatte confrontando i risultati ottenuti dal calcolo analitico ed i valori contenuti nelle tabelle messe a disposizione dalle case produttrici ottenute mediante metodo sperimentale. Inoltre, durante l'incendio, le sezioni di cemento armato mantengono la loro geometria proteggendo le barre di acciaio grazie al copriferro; la pasta di cemento presente nel calcestruzzo subisce processi chimico-fisici endotermici che ritardano la trasmissione del calore alle strutture.

    Di seguito si riportano i valori di picco del calore specifico in funzione del contenuto percentuale di umidità: c p. Questo fenomeno è maggiormente sentito nei calcestruzzi ad altra resistenza che hanno una porosità minore rispetto ai calcestruzzi ordinari. Anche questo fenomeno si manifesta nelle prime fasi dell'incendio.

    Generalmente si predilige la verifica nel dominio del tempo, andando a confrontare i valori di resistenza al fuoco, desunti da tabelle, con le durate di incendio determinate dalle normative o da calcoli analitici. Nel dominio delle resistenze vengono invece svolte verifiche più accurate, dove si paragonano la capacità portante con la situazione di carico prevista sulla struttura o sul singolo elemento, all'atto dell'incendio.

    Esistono vari metodi di verifica ma di seguito saranno descritti solamente i metodi utilizzati in questa tesi. III Verifiche con il metodo tabellare L'Eurocodice EN mette a disposizione varie tabelle per facilitare il progettista nella verifica degli elementi in cemento armato.

    Queste tabelle si differenziano a seconda che si debbano verificare travi, colonne, pareti o solette in cemento armato e possono essere utilizzate solo se sono rispettate determinati requisiti. Le tabelle forniscono le dimensioni minime b min e il copriferro minimo a che la sezione dell'elemento deve avere per garantire le varie resistenze al fuoco e sono differenziate, oltre che per tipo di elemento, per il numero di lati di esposizione all'incendio.

    Il copriferro è misurato dal bordo della sezione al baricentro della barra di acciaio. I valori proposti da queste tabelle sono in genere molto conservativi, valgono solo per incendio standard e non tengono conto della forma dell'elemento esposto al fuoco e del livello di carico. Verifica delle travi L'Eurocodice EN 5. I valori indicati nei prospetti sono validi per le sezioni trasversali con sezione costante, con sezione variabile e con sezione ad I Per travi a larghezza variabile, il valore minimo b corrisponde al baricentro dell armatura tesa.

    Lo spessore del calcestruzzo danneggiato, a , si pone uguale alla profondità media dell isoterma dei C nella zona compressa della sezione trasversale. Il calcestruzzo danneggiato, vale a dire il Determinare l isoterma dei C per la specifica esposizione a incendio normalizzato o parametrico; 2.

    Determinare un nuovo spessore b fi e una nuova altezza efficace d fi della sezione trasversale escludendo il calcestruzzo al di fuori dell isoterma dei C. Gli angoli arrotondanti dell isoterma possono essere valutati approssimando la forma reale delle isoterme a un rettangolo o un quadrato, come indicato nella figura riportata di seguito; 3.

    Determinare la temperatura delle barre d armatura nelle zone tese e compresse. Determinare la resistenza ridotta dell armatura in funzione della temperatura secondo il dell'eurocodice EN ; 5.

    Utilizzare metodi di calcolo convenzionali per la determinazione della capacità portante ultima della sezione trasversale ridotta, utilizzando la resistenza delle barre d armatura ottenuta come al punto 4; 6. Confrontare la capacità portante ultima calcolata con le azioni di progetto o, in alternativa, la resistenza al fuoco stimata con la resistenza richiesta.

    La mappatura termica della sezione di un elemento strutturale è rappresentata dalla distribuzione delle temperature al suo interno dopo un certo periodo di esposizione della superficie esterna all'incendio. L'ipotesi fondamentale con la quale sono ricavate tali mappature, è che la trasmissione del calore avvenga solamente nel piano che contiene la sezione, il che vuol dire che si trascurano gli scambi di calore lungo l'asse della sezione.

    L'Eurocodice EN , fornisce nell'appendice A, mappature termiche relative a sezioni di cemento armato di lastre, travi e colonne, esposte all'incendio standard.

    Secondo questa norma, i fattori che influenzano la distribuzione della temperatura sono: le proprietà fisiche del conglomerato cementizio conducibilità termica, calore specifico, massa volumica, contenuto d'acqua ; Nella norma, la distribuzione delle temperature ai vari tempi di esposizione è riportata per travi con diverse larghezze della nervatura b e per pilastri quadrati. Le temperature indicate si riferiscono al valore rilevato al centro dei quadrati di 2 cm di lato in cui è stato discretizzato l'elemento.

    Queste mappature possono anche essere utilizzate, per sezioni rettangolari o quadrate di lato maggiore di 40 cm, essendo comunque corrispondente la temperatura del quadratino equidistante dallo spigolo. Di seguito si riporta il prospetto estrapolato dalla norma e quello ricavato per il pilastro 50x50 cm che deve essere verificato. La linea tratteggiata indica la superficie esposta al fuoco.

    Si è assunto come temperatura di tutte le barre, sia tese che compresse, il valore conservativo di C. Obiettivo della relazione 3 2. Descrizione della struttura 4 3. Metodologia di calcolo 5 4. Verifica al ribaltamento. Per configurazioni e tipologie strutturali. A3-Relazione tecnica generale L intervento prevede la realizzazione di una centrale termica a biomasse cippato di legno ; l edificio viene organizzato in tre vani: 1 locale caldaia: all interno del quale.

    Normativa italiana Normativa europea Resistenza a compressione Azioni della Neve e del Vento Prof. Considerazioni preliminari 9 1. Descrizione generale dell opera 9 1. Schema strutturale 9 1. Durabilità strutturale 10 1. Criteri di calcolo 11 1.

    Piastre Di Base

    Attività n. Politecnico di Torino Calcolo di edificio con struttura prefabbricata situato in zona sismica di I categoria.

    La tesi è. Non conoscevo libre office, il progetto è sicuramente interessante ma direi che per ora è troppo carente come software per poter essere utilizzato. Comunque se ti va allega anche il mio sito Complimenti per l'idea della sezione software freeware. Sono uno studente di Ingegneria Civile specializzato in strutture e tra pochi mesi dovrei laurearmi.

    Sto facendo il tirocinio in uno studio e mi sono accorto che la spesa per i software, sempre più necessari, è veramente alta. Se le alternative freeware fossero veramente utilizzabili nella professione, sarebbe veramente un bel guadagno. Ciao Massimo, complimenti per il sito. Volevo chiedere una delucidazione sul foglio excel predimensionamento solai. Nella formula per il calcolo del rapporto geometrico di armatura al denominatore hai inserito l'altezza complessiva del solaio, non andrebbe invece inserita l'altezza utile?

    Ciao Luca, ho controllato ed hai effettivamente ragione. Grazie per avermi segnalato l'errore. Saluti, Braian. Buongiorno, le scriviamo per ricevere informazioni in merito al calcolo strutturale di elementi in vetro. Siamo tre giovani della provincia di salerno 2 geometri ed un architetto che stiamo per intraprendere una attività particolare, che nelle nostre zone non e ancora concepita. Studio di consulenza e progettazioni di soluzioni in vetro e acciaio per l'architettura.

    Avendo personalmente esperienza pluriennale nella lavorazione e posa in opera del materiale vetro e conoscendo un po piu a fondo le caratteristiche di questo fantastico materiale, abbiamo pensato di intraprendere questa attività.

    Cosa ci consigli?? Per renderti conto dell'attività che stiamo per affrontare visita il sito vetroprogetti. Attendiamo tue notizie e nell'attesa porgiamo distinti saluti.

    vca slu gelfi

    Buongiorno e complimenti per la vostra iniziativa e in bocca al lupo! Complimenti per il blog! Lo trovo davvero molto utile per chi come me mi sono laureato a Pisa in Ing-Arch.

    Saluti M C. Complimenti per il blog, utile e divertente e non è poco! Aggiunto tra i consigliati nel mio blog già da tempo. Spero in post più cadenzati, anche se mi rendo conto che trovare tempo per gestire un blog non è semplice Anche io sono un accanito sostenitore dell'open project, ovvero dei progetti d'ingegneria gratuiti Programmi Freeware.

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