Centralfloridavocalarts

Centralfloridavocalarts

FOIBE VIDEO DA SCARICA

Posted on Author Brajar Posted in Film


    Con la Legge N. 92 del 30 marzo la Repubblica Italiana ha istituito per il 10 febbraio il "Giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo. "La Storia siamo noi" ricostruisce la tragedia delle Foibe in occasione del Giorno del Ricordo. Le foibe sono Scarica Microsoft Silverlight. Los Angeles, CA - E' stata presentata la lista degli attori che faranno parte del film FOIBE. In un cast internazionale, dodici gli attori italiani scelti tra cui. sito della Lega Nazionale, associazione che dal lavora per l'italianità di Trieste, della Video · Convegno in ricordo di William Klinger · Trieste italiana · Irredentismo scarica, stampa e distribuisci ad amici e conoscenti La cosiddetta "Foiba di Basovizza" è in origine un pozzo minerario: esso divenne però nel.

    Nome: foibe video da
    Formato:Fichier D’archive
    Sistemi operativi: iOS. Android. Windows XP/7/10. MacOS.
    Licenza:Gratuito (* Per uso personale)
    Dimensione del file: 37.80 MB

    Eppure quelle persone meritano, esigono di essere ricordate. Ma andiamo con ordine. La fine della guerra. Nel , dopo tre anni di guerra, le cose si erano messe male per l'Italia. Il regime fascista di Mussolini aveva decretato il proprio fallimento con la storica riunione del Gran Consiglio del Fascismo del 25 luglio La vendetta di Tito.

    Deve esserci di monito la coscienza che fu appunto la piaga dei nazionalismi, della gretta visione particolare, del disprezzo dell'"altro", dell'acritica esaltazione della propria identità etnica o storica, a precipitare il nostro continente nella barbarie della guerra.

    Il Giorno del Ricordo voluto dal Parlamento … Non dimentichiamo e cancelliamo nulla: nemmeno le sofferenze inflitte alla minoranza slovena negli anni del fascismo e della guerra. Ma non possiamo certo dimenticare le sofferenze, fino a un'orribile morte, inflitte a italiani assolutamente immuni da ogni colpa.

    L'essenziale è, secondo le parole dello stesso Presidente Türk, non far nascere ancora "conflitti dai ricordi". Il discorso di Napolitano era stato preceduto da un intervento dello spalatino Enzo Bettiza. E a cui si congiunse la tragica odissea dell'esodo di centinaia di migliaia di istriani, fiumani e dalmati dalle terre loro e dei loro avi. Essa ebbe luogo nell'aula del Senato [32] , alla presenza dei presidenti dei due rami del parlamento, del presidente del consiglio Enrico Letta e del presidente della Corte costituzionale Gaetano Silvestri.

    Il Parlamento con decisione largamente condivisa ha contribuito a sanare una ferita profonda nella memoria e nella coscienza nazionale.

    Oggi la comune casa europea permette a popoli diversi di sentirsi parte di un unico destino di fratellanza e di pace. Un orizzonte di speranza nel quale non c'è posto per l'estremismo nazionalista, gli odi razziali e le pulizie etniche. Il Giorno del ricordo è celebrato sia dalla Camera dei deputati [36] che dal Senato della Repubblica Italiana nel e nel in presenza del presidente della Repubblica [37] , generalmente con una seduta solenne del rispettivo ramo del Parlamento italiano ed un discorso ufficiale tenuto dal presidente pro tempore , cui di volta in volta si possono accompagnare mostre, concerti, conferenze, tavole rotonde e altre attività.

    La cerimonia del 10 febbraio , ebbe luogo nell'aula del Senato, alla presenza, oltre al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, anche di quella dei presidenti dei due rami del parlamento, del presidente del consiglio Enrico Letta e del presidente della Corte costituzionale Gaetano Silvestri. Da una parte, l'integrazione nella società italiana era stata possibile solo cancellando o sottacendo la propria identità di origine.

    Gli esuli giuliano-dalmati parlavano dialetti veneti dalle sonorità esotiche per l'italiano medio; molti avevano cognomi di origine slava, tedesca, o di altre regioni dell'ex-impero asburgico, pur essendo le loro famiglie di nazionalità italiana da generazioni. D'altra parte, nonostante il governo di Roma si fosse impegnato nell'assistenza economica ai profughi, molti di essi criticarono il carente riconoscimento pubblico delle loro sofferenze, dei sacrifici subiti per aver compiuto la scelta di difendere la propria identità italiana.

    Perseguitati dalla Jugoslavia comunista, si sentivano maltrattati e ignorati dall'Italia. Il violinista Uto Ughi di famiglia di ascendenze istriane, costretta all'esodo tenne un concerto [39]. Quanti riuscirono a sfuggire allo sterminio furono costretti all'esilio.

    In Istria, a Fiume e in Dalmazia, la repressione Jugoslava costrinse molte persone ad abbandonare le loro case. La popolazione italiana che apparteneva a quella regione fu quasi cancellata e di quell'orrore, per troppo tempo, non si è mantenuto il doveroso ricordo. Non possiamo dimenticare e cancellare nulla; non le sofferenze inflitte alle minoranze negli anni del fascismo e della guerra, né quelle inflitte a migliaia e migliaia di italiani.

    Frasi del Giorno del Ricordo: citazioni e aforismi sulle Foibe in Istria, Fiume e Dalmazia

    Questa Cerimonia si pone in assoluta continuità con le precedenti, celebrate al Quirinale dal Presidente Napolitano, che ha fatto di questo giorno non una commemorazione rituale ma un momento fondamentale di espressione dell'identità e dell'unità nazionale. Nel , dopo la lettura del comunicato del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il discorso ufficiale venne tenuto dalla presidente della Camera Laura Boldrini.

    È stato anche il secolo in cui tanti popoli si sono liberati dal colonialismo, in cui si sono affermati e diffusi diritti sociali e civili, in cui hanno fatto irruzione in tutto il mondo da protagonisti i movimenti delle donne e giovanili.

    Ma hanno pesato come un macigno sulla vita di milioni di persone le due guerre mondiali, la ferocia delle dittature, le contrapposizioni ideologiche della guerra fredda. A pagare per tutto questo, insieme a milioni di esseri umani, ci sono stati anche i principi di verità e di giustizia.

    Sulle foibe, in particolare, è calato un muro di silenzio. Si è voluto nascondere e si è preferito non parlare. Perché questa scelta? Lo ha spiegato bene l'allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che tanto si è impegnato nel dare valore alle celebrazioni del 10 febbraio, nel suo discorso del [ Disse allora Giorgio Napolitano che dobbiamo assumerci la responsabilità di "aver negato, o teso ad ignorare, la verità per pregiudiziali ideologiche e cecità politica, e dell'averla rimossa per calcoli diplomatici e convenienze internazionali".

    Pregiudiziali ideologiche insieme a calcoli diplomatici. Ecco che cosa ha impedito che si parlasse delle foibe e dell'esodo cui furono costrette tante famiglie di italiani, in quella che è stata definita una vera e propria "pulizia etnica" - una definizione che è un altro macigno - perpetrata dalle autorità Jugoslave.

    Anche nel , come tutti gli altri anni, cerimonie ufficiali, di studio e di approfondimento sono state organizzate al Senato della Repubblica e in diverse decine di località in tutto il territorio italiano. Nel , centinaia furono le occasioni di riflessione, studio e confronto organizzate per la ricorrenza. Fra di esse, la celebrazione ufficiale alla Camera dei Deputati alla presenza dei presidenti dei due rami del parlamento - Grasso e Boldrini - nel corso della quale quest'ultima espresse l'auspicio che non ci siano più "guerre e odio" [42].

    Regioni, province e comuni si sono impegnate in vario modo a superare quelli che spesso sono definiti dai rappresentanti delle istituzioni o della cultura "silenzi" o "colpevoli omertà" che avevano impedito una riflessione ponderata sugli eventi che coinvolsero gli italiani dell'Istria, di Fiume e di Zara [43].

    La commemorazione del Giorno del ricordo ha regolarmente luogo ogni anno in diverse assemblee regionali [44] [45] nonché in moltissimi consigli comunali [46]. Allo stesso modo, le prefetture italiane organizzano delle cerimonie, sotto forma di commemorazioni pubbliche cui si associano spesso delle conferenze di carattere storico o la consegna delle decorazioni per i parenti degli infoibati [47].

    Una prima edizione si è svolta anche a Trieste nel In contemporanea alle iniziative di carattere istituzionale, in molte città si tengono celebrazioni di commemorazione presso i monumenti e le piazze dedicate ai tragici avvenimenti.

    Nel - nell'ambito dei percorsi celebrativi - è stata inaugurata a Roma alla presenza dei rappresentanti della regione Lazio e del comune di Roma la "Casa del ricordo", che fungerà da centro principale per le associazioni interessate, allo scopo di ricordare "la tragedia delle foibe e l'esodo istriano, fiumano e dalmata" [49]. Allo stesso tempo, alcuni fra i principali istituti storici italiani organizzano delle attività utili ad affrontare ed approfondire il tema.

    Basovizza la storia sulle foibe

    Diversi istituti storici della Resistenza - spesso in collaborazione con le associazioni degli esuli - hanno via via articolato una densa serie di appuntamenti: tavole rotonde, seminari, mostre, creazione di percorsi didattici, applicazioni web, materiali per la scuola [51] [52].

    Col passare degli anni, anche diverse Comunità degli italiani di Slovenia e Croazia hanno organizzato varie attività in occasione del Giorno del ricordo [53]. Allo stesso modo, i massimi rappresentanti della minoranza italiana nei paesi della ex Jugoslavia vengono invitati e partecipano regolarmente alle celebrazioni in Italia [54].

    Tutti i principali quotidiani e periodici italiani hanno diverse volte approntato delle pagine di approfondimento sul tema [58] [59].

    L'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia - una delle principali associazioni degli esuli giuliano-dalmati - nel ha istituito il "Premio 10 febbraio - Giorno del ricordo", da conferirsi agli esuli o loro discendenti particolarmente distintisi nelle rispettive categorie lavorative, professionali o artistiche e ai personaggi della cultura e dello spettacolo che abbiamo direttamente o indirettamente contribuito alla conoscenza, divulgazione e conservazione della storia e delle tradizioni delle genti istriane, fiumane e dalmate.

    Numerose anche le iniziative promosse da partiti politici e organizzazioni afferenti all'estrema destra italiana. La scuola italiana è stata coinvolta nelle attività di approfondimento e celebrative da tutti i ministri competenti susseguitisi a partire dal le scuole di ogni ordine e grado sono invitate a prevedere delle iniziative volte a diffondere la conoscenza dei fatti, oltre che a "valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell'Istria, di Fiume e delle coste dalmate - in particolare ponendo in rilievo contributo degli stessi allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica e a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all'estero" [61] [62].

    Lo storico Guido Rumici ha approntato a tal fine una dispensa per la scuola dal titolo Istria, Fiume e Dalmazia. Profilo storico [63]. Varie università italiane propongono delle articolate attività di vario tipo, spesso inserite nel calendario degli eventi previsti dagli enti locali [64]. Dal con cadenza annuale il Ministero dell'Università e della Ricerca MIUR indice un concorso nazionale in occasione del Giorno del ricordo, in collaborazione con le associazioni degli esuli.

    Tale concorso è "rivolto alle scuole primarie, secondarie di I grado e secondarie di II grado [ed è] volto a promuovere l'educazione alla cittadinanza europea e alla storia italiana attraverso la conoscenza e l'approfondimento dei rapporti storici e culturali nell'area dell'Adriatico orientale" [65].

    Grazie a questo progetto pluriennale sono stati organizzati diversi convegni, cui sono stati invitati a parlare storici, esuli ed insegnanti. Gli atti di tali convegni sono stati successivamente pubblicati [66] [67]. In occasione della prova di maturità del , la traccia storica del tema d'italiano chiese agli studenti di delineare la vicenda dei confini orientali d'Italia, tenuto conto della legge istitutiva del Giorno del ricordo [68].

    Il Litorale austriaco , poi ribattezzato Venezia Giulia , che fu assegnato all'Italia nel con il trattato di Rapallo con ritocchi del suo confine nel dopo il trattato di Roma e che fu poi ceduto alla Jugoslavia nel con i trattati di Parigi. Aree annesse all'Italia nel e rimaste italiane anche dopo il Aree annesse all'Italia nel , passate al Territorio Libero di Trieste nel con i trattati di Parigi e assegnate definitivamente all'Italia nel con il trattato di Osimo.

    Aree annesse all'Italia nel , passate al Territorio Libero di Trieste nel con i trattati di Parigi e assegnate definitivamente alla Jugoslavia nel con il trattato di Osimo.

    L'estrema sinistra italiana accolse in modo estremamente negativo l'iter legislativo e l'istituzione del Giorno del ricordo: i quindici voti contrari alla Camera furono tutti espressi da deputati appartenenti al Partito dei Comunisti Italiani o a Rifondazione Comunista [69].

    E si parla proprio di uccisione, dell'omicidio per costruire su quello l'esistenza dell'oppresso" e Bertinotti aggiungeva "accanto a questo furore popolare non riesco a non vedere anche una volontà politica organizzata, legata ad una storica idea di conquista del potere, di costruzione dello Stato attraverso l'annientamento dei nemici" [71]. L'istituzione del Giorno del ricordo venne tacciata di neofascismo e revanscismo, in quanto decontestualizzerebbe i massacri delle foibe dall' invasione della Jugoslavia , dai precedenti crimini di guerra italiani in Jugoslavia e dalla forzata italianizzazione delle terre di confine [74] [75] [76] [77] [78].

    Secondo Giovanni De Luna e Franco Cardini , il Giorno del ricordo, istituito quattro anni dopo il Giorno della memoria , si è di fatto contrapposto a quest'ultimo [79] [80]. Filippo Focardi ha rilevato la contrapposizione del Giorno del ricordo - "tenuto conto della prassi e dello stile commemorativo - sia alla memoria della Resistenza sia alla memoria della Shoah sia alle celebrazioni del 25 aprile" [81].

    Enzo Collotti ha invece rilevato come "delle vittime delle foibe e dei dolori e delle sofferenze di coloro che condivisero l'esodo istriano ai politici che ne vogliono monumentalizzare il ricordo in un secondo ambiguo giorno della memoria interessi relativamente poco. Sono in gioco esclusivamente interessi elettorali Ad una cultura legata ai valori della Resistenza e dell'antifascismo Gustavo Corni ha invece rilevato come l'istituzione del Giorno del Ricordo sia stata progettata "come possibile elemento unificante e legittimante di un nuovo patriottismo" fortemente avallato dal centrodestra italiano.

    Critiche alla ricorrenza sono state espresse a vario titolo anche da altri storici accademici, intellettuali ed associazioni italiane, quali Angelo d'Orsi [86] , Davide Conti [87] , Paolo Rumiz [88] e l' ANPI [89]. Fin dalla prima celebrazione del Giorno del ricordo nel da diversi gruppi dell'estrema sinistra sono state organizzate delle contromanifestazioni in occasione del 10 febbraio, con la partecipazione di alcuni storici d'area [92] [93] [94] [95] [96].

    Fra questi, sono da annoverarsi alcuni autori definiti "negazionisti" dagli storici Raoul Pupo e Roberto Spazzali con esplicito riferimento a Claudia Cernigoi [97] [98] , definizione che venne poi ripresa e ampliata anche da altri storici o politologi come Rolf Wörsdörfer [99] , Dimitar Bechev e Kalypso Nicolaïdis [].

    Il discorso fu seguito anche da dure polemiche dell'associazione di esuli Unione degli istriani nei confronti del governo sloveno [] , da un'interrogazione parlamentare del deputato di Alleanza Nazionale Roberto Menia [] nonché dalla protesta pubblica di alcuni esponenti della minoranza italiana in Slovenia [] e dei deputati delle minoranze italiana e ungherese al Parlamento sloveno [].

    Sempre nel , fece discutere la già citata concessione dell'onorificenza destinata alle vittime delle foibe a Vincenzo Serrentino [] []. Nel sono sorte delle polemiche per l'attribuzione dell'onorificenza a Paride Mori, ucciso dai partigiani sloveni il 18 febbraio in un'imboscata nei pressi di Santa Lucia d'Isonzo , inquadrato nel battaglione bersaglieri volontari "Benito Mussolini" che combatteva a fianco dei tedeschi [] [] ; l'onorificenza è stata poi revocata dalla Presidenza del Consiglio, in quanto Paride Mori sarebbe morto in combattimento e non in un agguato [] [].

    Quattro deputati di Sinistra Ecologia e Libertà hanno presentato in proposito un'interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio in cui si chiede, tra le altre cose, che venga reso pubblico l'elenco dei membri della commissione incaricata di valutare le richieste di onorificenza [].

    Cinque italiani uccisi dagli jugoslavi e decorati con l'onorificenza furono accusati dalla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia di essere criminali di guerra Giacomo Bergognini [] , Luigi Cucè [] , Iginio Privileggi [] , Romeo Stefanutti [] e Vincenzo Serrentino []. La notizia è stata ripresa anche da alcuni media sloveni [] [] e croati [] nonché dalla stampa della minoranza nazionale slovena in Italia [].

    Tra le polemiche legate al Giorno del ricordo, sono stati stigmatizzati diversi casi - ripetuti anno dopo anno - in cui articoli giornalistici e manifesti legati alla ricorrenza hanno presentano immagini relative a crimini di guerra italiani in Jugoslavia per illustrare le persecuzioni anti-italiane [] , come ad esempio una foto relativa alla fucilazione di cinque sloveni da parte di soldati italiani [] [].

    Tale utilizzo ha causato prese di posizione e manifestazioni di protesta in Slovenia []. Negli anni in molte località dell'Italia si sono verificate diverse decine di atti di vandalismo contro vari simboli dell'esodo e delle foibe, spesso in prossimità delle celebrazioni del 10 febbraio [] [] []. Sono state prese di mira le targhe innalzate in luoghi pubblici [] e i monumenti a memoria delle vittime []. Anche la Casa del Ricordo di Roma è stata presa di mira ed imbrattata dai vandali [].

    In svariati casi il vandalismo ha assunto una precisa connotazione politica: gli imbrattamenti hanno presentato scritte contro la celebrazione del Giorno del Ricordo [] , simboli comunisti come la falce e il martello [] o l'inneggiamento all' OZNA la polizia segreta dei partigiani jugoslavi [] , ma anche simboli anarchici [] [] o del movimento degli squatter , col tempo fatto proprio dalla sinistra radicale o da diversi centri sociali [].

    Anche questi atti sono stati da alcuni stigmatizzati come esempio di "negazionismo" delle foibe [] []. Sulla scorta della legge istitutiva del Giorno del ricordo che previde, tra l'altro, l'organizzazione di "[ Il documentario, che dura circa 44 minuti, è costituito da spezzoni di diciotto fra cinegiornali e filmati vari dell' Istituto Luce — prodotti fra il maggio del e l'aprile del — inframmezzati da foto d'epoca, testimonianze e brani storici.

    Altri progetti. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Kersevan Appendice dal volume: Foibe. Revisionismo di Stato e amnesie della Repubblica anche su Diecifebbraio. Martocchia resp. Piccolo glossario sul Confine Orientale dal sito www. Bibliografia in ordine cronologico inverso :. Claudia Cernigoi, Operazione Plutone. Le inchieste sulle foibe triestine.

    Gli enigmi di una strage tra conflitto mondiale e guerra fredda. I cambiamenti di popolazione a Trieste, Gorizia, Fiume e in Istria. Una storia d'Italia Einaudi AA.

    Contro il revisionismo storico - Sesto S. Le foibe, l'esodo e il confine orientale nelle pagine dei giornali lombardi agli albori della Repubblica. Nota a margine del libro G.

    Aragno a cura di , Fascismo e foibe: cultura e pratica della violenza nei Balcani La città del Sole contiene tra l'altro: A. Höbel, La battaglia della memoria; A. La questione giuliana e la memoria slovena Pierluigi Pallante, Foibe.

    Scotti: L'urlo della menzogna. L'infinita e rancorosa "Giornata del Ricordo" , pp. Gli italiani e i Balcani. Appunti preliminari alla stesura di "Scampati e no".

    Collotti a cura di : Fascismo e antifascismo Bari E. Collotti: Sul razzismo antislavo, in A.

    Burgio a cura di , Nel nome della razza , Bologna N. Troha: Komu Trst. Parovel: L'identità cancellata. Lint, Trieste AA. Volk Roma 1 febbraio Le vicende delle foibe e le mancate epurazioni.

    Kersevan e S. Una menzogna tutta italiana Fermo, 13 marzo Foibe e fascismo. Sull'irredentismo di Gianfranco Fini. Recensione di "Operazione foibe: fra storia e mito" di Wu Ming tratto da:www. Intervista a Claudia Cernigoi, autrice del libro: Operazione foibe: tra storia e mito. La memoria delle foibe in Istria: intervista a Giacomo Scotti. Reality Foibe. Gli stessi storici fascisti, tra i quali l'istriano G. Chiurco, vantandosi delle gesta degli squadristi e glorificandole nelle loro opere, hanno abbondantemente documentato i misfatti compiuti - dagli assassinii di antifascisti italiani quali Pietro Benussi a Dignano, Antonio Ive a Rovigno, Francesco Papo a Buie, Luigi Scalier a Pola ed altri - alla distruzione delle Camere del lavoro ed all'incendio delle Case del popolo, alle sanguinose spedizioni nei villaggi croati e sloveni della penisola, ecc.

    Nelle chiese le messe poterono essere celebrate soltanto in italiano, le lingue croata e slovena dovettero sparire perfino dalle lapidi sepolcrali, furono cacciate dai tribunali e dagli altri uffici, bandite dalla vita quotidiana. Alcune centinaia di democratici italiani, socialisti, comunisti e cattolici che lottarono per la difesa dei più elementari diritti delle minoranze subirono attentati, arresti, processi e lunghi anni di carcere inflitti dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato.

    La sostituzione delle popolazioni allogene Mi è capitato per le mani un opuscolo del ministro dei Lavori Pubblici dell'era fascista Giuseppe Cobolli Gigli.

    Divenuto poi un gerarca, prese un secondo cognome, Gigli, dandosi un tocco di nobiltà. Tra l'altro volle tramandare ai posteri una canzoncina in voga fra gli squadristi di Pisino. Quindi chi, fra i croati, aveva la pretesa, per esempio, di parlare nella lingua materna, correva il pericolo di trovar sepoltura nella Foiba. Dal che si vede che il brevetto degli infoibamenti spetta ai fascisti e risale agli inizi degli anni Venti del XX secolo.

    Putroppo essi non rimasero allo stato di progetto e di canzoncine. Riportiamo qui, dal quotidiano triestino Il Piccolo del 5 novembre , la testimonianza di Raffaello Camerini, ebreo, classe Domenica d'Albona.

    Quello che ho veduto in quel periodo, sino al - poi sono stato trasferito a Verteneglio - ha dell'incredibile. Quando queste cavità erano riempite, ho veduto diversi camion, di giorno e di sera, con del calcestruzzo prelevato da un deposito di materiali da costruzione sito alla base di Albona, che si dirigevano verso quei siti e dopo poco tempo ritornavano vuoti.

    Sono stati gli italiani, fascisti, i primi che hanno scoperto le foibe ove far sparire i loro avversari. Logicamente, i partigiani di Tito, successivamente, si sono vendicati usando lo stesso sistema. E che dire dei fascisti italiani che il 26 luglio hanno fatto dirottare la corriera di linea - che da Trieste era diretta a Pisino e Pola - in un burrone con tutto il carico di passeggeri, con esito letale per tutti. L'accordo e l'amicizia era grande e l'aiuto, in quel difficile periodo, era reciproco.

    Quell'aggressione tra il 6 aprile e l'inizio di settembre fu caratterizzata dalle brutali annessioni di larghe fette di Croazia e Slovenia e da una lunga serie di crimini di guerra. Per ordine dello stesso Mussolini e di alcuni generali si giunse alle scelte più draconiane dei comandi militari italiani. Nella toponomastica, per cominciare da questo aspetto non cruento dell'occupazione, fu recitata una vera e propria tragicommedia, avendo come regista il prefetto della Provincia del Carnaro e dei Territori Aggregati del Fiumano e della Kupa, Temistocle Testa.

    In data 30 maggio il Prefetto Testa, rese noto con pubblici manifesti di aver fatto eseguire l'internamento nei campi di concentramento in Italia di un numero indeterminato di famiglie di Jelenje dalle cui abitazioni si erano allontanati giovani maggiorenni senza informarne le autorità.

    A Kilovce furono fucilate 24 persone. I campi di concentramento nei quali furono rinchiusi più di centomila civili croati, sloveni, montenegrini ed erzegovesi erano disseminati dall'Albania all'Italia meridionale, centrale e settentrionale, dall'isola adriatica di Arbe Rab fino a Gonars e Visco nel Friuli, a Chiesanuova e Monigo nel Veneto. In quei lager italiani morirono Nel solo lager di Arbe ne morirono 2. Cosa dicono le norme 4c e quelle successive? Conclusione: si ammazza troppo poco!

    Furono circa Potremmo citare altri documenti, centinaia, che ci mostrano il volto feroce dell'Italia monarchica e fascista in Istria e nei territori jugoslavi annessi o occupati nella seconda guerra mondiale. Gli stupri, i saccheggi e gli incendi di villaggi si ripetevano in ogni azione di rastrellamento. Il 6 giugno furono deportate nei campi di internamento in Italia 34 famiglie per un totale di persone di Castua, Marcegli, Rubessi, San Matteo e Spincici; i loro beni, compreso il bestiame, furono confiscati o abbandonati al saccheggio delle truppe, le loro case incendiate, dodici persone vennero fucilate.

    I deportati in Italia, i villaggi rasi al suolo Ancora più terribile fu la sorte toccata agli abitanti della zona di Grobnico, a nord di Fiume.

    Giorno del ricordo: frasi, immagini, poesie e film sulle Foibe

    Per ordine del prefetto Temistocle Testa, reparti di camicie nere e di truppe regolari, irruppero nel villaggio di Podhum all'alba del 13 luglio. Rastrellata l'intera popolazione, questa fu condotta in una cava di pietra presso il campo di aviazione di Grobnico, mentre il villaggio veniva prima saccheggiato e poi incendiato.

    Oltre mille capi di bestiame grosso e di bestiame minuto furono portati via, persone rispettivamente famiglie finirono nei campi di internamento italiani: più di cento maschi furono fucilati nella cava: il più anziano aveva 64 anni, il più giovane 13 anni appena. Nel solo Comune di Castua subirono spedizioni punitive diciassette villaggi; furono passate per le armi 59 persone, altre furono deportate e precisamente uomini, donne e bambini; furono incendiate case e stalle.

    Sempre nella zona di Fiume, il 3 maggio , reparti di Camicie Nere e di fanteria rastrellarono il villaggio di Kukuljani e alcune sue frazioni, portarono via tutto il bestiame, saccheggiarono le case, deportarono la popolazione e quindi appiccarono il fuoco alle abitazioni, alle stalle e agli altri edifici "covi di ribelli". Nei campi di internamento finirono abitanti di Kukuljani e di Zoretici. Queste sanguinose persecuzioni indiscriminate contro la popolazione civile slava furono denunciate anche da eminenti personalità politiche italiane di Trieste, tra cui i firmatari di un Promemoria presentato il 2 settembre da un "Fronte nazionale antifascista" al Prefetto Giuseppe Cocuzza.

    Era passato un mese e mezzo dalla caduta del regime fascista. Pero' questa stessa RAI negli scorsi 15 anni ha mandato in onda numerose trasmissioni e servizi nei quali vengono falsificati i fatti storici. In base a queste trasmissioni nelle foibe sarebbero stati buttati 3. Libia, Francia e Russia uccisero oltre un milione di persone. Dapprima si inizio' con articoli su giornali e riviste, poi, dopo la II guerra mondiale si passo' ai libri per proseguire con articoli su quotidiani e mensili, nonche' con trasmissioni radio e televisive.

    Con queste falsita' hanno tentato di parificare le vittime del nazifascismo in Istria. Inoltre le citta', le province, le regioni e lo stato italiano finanziano le associazioni dei cosiddetti esuli che stampano libri e riviste e che hanno pretese verso i territori croati! Si tratta dello stesso Papo che nel , in una trasmissione della RAI, era stato presentato come testimone di quando durante la guerra venivano ammazzati gli Italiani, e come scrittore ricercatore.

    Ha dichiarato che in base alle sue ricerche, dopo il 1 maggio del nelle foibe erano finiti 3. Piu' tardi ha cambiato i numeri affermando che alcuni di essi "sarebbero stati buttati nelle foibe". Si tratta di un estremista di destra, suo padre era un u-comandante fascista fucilato in guerra dai partigiani. Questo e' un libro pieno di falsita' e accuse.

    Cosa dire ancora dell'autore di molti libri? In base ai suoi scritti nelle foibe istriane sono finiti Oltre a cio', la sinistra italiana o meglio il centro sinistra dopo essersi inchinata ai neofascisti, ha cominciato a inchinarsi anche dinanzi ai monumenti eretti ai fascisti.

    E per i crimini delle foibe danno la colpa ai partigiani di Tito, in primo luogo Croati, Sloveni e Italiani. Ultimamente si fanno sentire certi politici e giornalisti croati con interventi a favore della gentaglia neofascista e di quanti vorrebbero riabilitare iI nazifascismo. Da Pola a Fiume, da Zagabria a Zara e Spalato parlano e scrivono contro i combattenti antifascisti come dei peggiori criminali.

    Riportero' il caso piu' fresco. E gli amministratori rovistano negli scaffali. Il manifesto, affisso in un centinaio di copie in città, è celeste e azzurro. Impaginato con evidente fretta, esteticamente respingente.

    Bambini, alcuni molto piccoli. Vestiti alla stessa maniera, con dei camici a righe. Palesemente prigionieri. La foto è di quelle più che famose. È una testimonianza di Auschwitz. Nulla di nulla neppure con la Giornata del Ricordo. Siamo laici e umanisti. Comprendiamo le debolezze, anche quando queste appartengono alle più alte cariche amministrative. E ne facciamo tesoro. Sul corpo vivo di un Paese immemore. E che, oltretutto, come la nostra amministrazione provinciale ha dimostrato in maniera lampante, non sa di cosa di stia parlando.

    Ma la Storia non si riscrive a suon di fiction. Questo deve essere chiaro, molto chiaro, ai nostri revisionisti. Altrimenti è semplice propaganda. Operazione chiarezza sui fatti de La Sapienza Cari compagni, ritengo necessario operare delle precisazione in merito ai fatti de La Sapienza di questi giorni.

    Come tutti sappiamo, l'iniziativa provocatoria di Forza Nuova di svolgere un dibattito?! Soprattutto a causa dell' aggressione fascista di via de lollis , è stato creato un evento mediatico con l'università presa d'assalto da giornalisti di tv e carta stampata tutti i giorni a tutte le ore basata su una grande falsificazione dei fatti.

    In primo luogo, infatti, si è cercato di sostenere la tesi dello scontro tra gruppi di opposte fazioni e quindi degli opposti estremismi in lotta tra loro, quando invece si è trattato di una aggressione fascista in piena regola. Sul punto stiamo preparando un vero e proprio dossier di controinformazione, partendo dai fatti e dalle testimonianze raccolte, per sfatare questa diceria.

    L'altra grande mistificazione è stata quella condotta da diversi esponenti politici, ampiamente ed acriticamente ripresi da diversi organi di stampa, i quali hanno affermato che il nostro convegno del 13 maggio avrebbe avuto natura "negazionista", circostanza assolutamente non rispondente al vero, come facilmente dimostrabile.


    Articoli simili: